F.74

 

Vitre



Tes mots percent
le silence comme
ces lettres traversent
l’illusoire vide de
notre mur rapide.



Rimuginiamo sul ricordo condiviso

di quell’attimo inesistente.

Così originale e marcante

che m’avrebbe strappato un sorriso dal quale mai sarei fuggito.

Accarezziamo un incontro svanito,

d’un bacio ucciso.



Affondo l’opprimente muro,
nel trambusto ritraggo l’arto.
Mi volto indietro, sicuro,
più leggiadro, riparto.

Linfa del vento



La vena che stringe

per accompagnare l’arto teso.

Il ventre è un graffio nel mare,

vento che percuote il petto

chinando il corpo al suo volere.

Il corpo spinge soavemente

con forte precisione.

Lo sguardo fisso verso un orizzonte vicino,

cercando la pace della veloce corsa.

Un fischio nel silenzio ricorda l’orecchio

che non c’è sfida nel tempo.

I piedi combattono inutilmente

contro un futile suolo mobile.

Una mente vivace

non vuole abbandonare il volo,

perché la vela è la sua ninfa.