F.78

 

me



sento il tuo respiro
sulla via vicino
sono confuso,non vedo bene
il mio cervello narcotizzato
ti perde in qualche garbuglio
strano della vita
eppure piano piano ritorno
a fatica a ciò che desidero
a sorprendere l’altro non è
una buona idea, verità si cela
e te ne puoi anche dimenticare
una bugia va sorretta a fatica
e portata avanti
questa è la mia occasione per morire
non voglio nessuno al funerale
perchè rinasco subito dopo

tulipano di stazione



chissà cosa ti ricorderai
di questi tempi che definisci strani
chissà quelle canzoni
che ascoltavi senza sosta
ma erano solo un accompagnamento
alla vita, non te ne ricorderai
non perchè non siano belle
ma perchè non vissute

lil night



caro mark,
ti ammiro tanto
tu che non ti sei fermato al vuoto
ma ne hai fatto tua passione e sentimento
ne hai capito le forza sinergiche
che gonfiano e sgonfiano
vorrei tanto scrivere di cose che non vorrei
pubblicare mai, un po’ per senso di inferiorità
e un po’ per non mostrarmi come realmente sono
cosi me ne stavo seduto
con me stesso
e mi dondolavo sulla sedia
in cerca di un segno sulla strada
in questa infermità si paga comunque il pedaggio
anche se sembra più caro del solito
una questione di andatura probabilmente
che distorce le cose da come sono,
bisogna aver tanto coraggio,
un centimetro in avanti rimane tale

Lo Spazzacamino e Solitudine



per breve tempo accanto
e la mia penna gia non va piu avanti
ora mi sento solo stanco
ha senso scrivere, arranco?

ora una piacevole solitudine
attraversa le mie giornate
mi ricorda il profumo di salsedine
e di sensazioni perse per le strade

sto imparando un approccio differente
dici che le manco?
quel che conta è rilanciarsi continuamente

sono uno spazzacamino sporco di fuliggine
per non soffrire si maschera con l’abitudine
ho fatto pace con giornate tanto odiate

don’ read, don’ waste ur time



quanto sei ridicolo
nella tua altezzosità, ti perdi tra falsi miti
e i tuoi falsi dei sono soltanto remore
del tuo ego, costruito, a far la gara a chi
è più maschio per usare belle parole
io non ho visto nulla, se non soltanto la tua ombra
sempre accompagnata nel buio della notte
ti aspetto al varco
e non sarò solo
un rumore di catene si dipana nella strada,
sai dirmi come fa una goccia di sangue
a colorare una intera sorgente cristallina?
ridicolo, presuntuoso e vanaglorioso
eppure eviti il confronto, perfino
quello verbale ti fa paura
il tuo capo chino è gia per me
segno di difetto
non me ne importa più niente
di questa tua declinazione del vivere
nei miei confronti
eppure assumi senso nel momento in cui mi guardi,
quanto mi da fastidio questa cosa,
non aspetto altro che ricambiare la cortesia,
la mia anima tollerante si è dipanata in questa valle
un fiume in piena esonda,
pronto a travolgere tutto e tutti
non ho fatto nulla e non è più una sfida
il gioco finisce qui
quanta energia spesa inutilmente, o bimbo mio,
odiare è un inutile spreco di tempo
a piccoli dosi diventa un anestetizzante
che ti corrode corpo e anima
ti cementifica il cuore
cosi io ti vedo, bambolotto mio,
trastullati nelle tue piccole certezze
io non son nessuno per dirti qualcosa
son soltanto una lampadina,
di un lampione, che salta
nel buio di una strada.

per quanto mi riguarda
mi dico
don’t look back in anger

nel … di un fine settimana



sono ubriaco, o almeno ci si sente cosi
quando a tu per tu, con la tua coscienza
decidi di portarla a bere tutte le volte
che per forza di cose ci passi sopra

il passaggio successivo va per micosi
il riprodursi del sintomo porta virulenza
le cose sepolte rimangono sepolte
affinchè con le mani, il viso ci si copra

di misteriosi passaggi ci si circonda
dove di vite invisibili ne crescono
vivo vite Antigone

nel tempo venturo, di speranza, feconda
l’anima viaggiatrice è disio prossimo
chi viene, chi va, rimane nel rione

soldato ryan, non serve.



dico basta, a queste cose non mi vanno bene
ho sentito la mia anima lontanissima
lontana da quelle che in queste periodo
cercano di avvicinarsi per scambiare auguri

ho il sangue raggelato nelle vene
un pensiero che fatica a trovar rima
senza perdere di senso e rodo
per quelle volte che rimando a tempi futuri

una lotta che non voglio piu combattere
non è piu guerra di trincea
e il soldato non sa mai ciò che vuole

lui vuole solo sperare e credere
e di questi conflitti ne cerca una panacea
perchè forse l’asciuttezza è ciò che gli duole

15\12



cara nonna,
te ne sei andata
esattamente un anno fa
tu che mi continui a guardare
prega per me
affinchè non venda la mia anima
e non diventi estraneo a me
il pregar è criticato
da cotali filosofi
che seppur di parer difforme
sospingevano il pensiero la dove pochi
sono arrivati.
quello che piu mi convinco
è il fatto che
anche nelle vite di questi illuminati
siano successe cose estranee
alla loro comprensione
ed ora piu che mai,
in questa epoca
dove molto spesso l’uomo
pecca di presunzione,
gli intralci che la Vita tesse
risultano sempre piu evidenti.
Hai lasciato un vuoto di ordine
nelle nostre vite, soprattutto
in quelle dei tuoi figli,
che a volte peccano di non far andar
avanti le cose
Da quest’ordine scaturiva Verità
e la serenità che emanavi
era uno dei miei Fari.
Perdonami se non son venuto
ad una funzione in ricordo
ma gia molte volte,
non reggo il peso che il tuo ricordo
si porta dietro.
mi manchi.

camminava tra loro senza essere visto.



caro daniele,
ti ringrazio
come in una famosa canzone
che fu
siamo liberi.
anche solo per un attimo.
non lasciarti andare,
per quei diecimila passi
ho sentito di non parlar da solo.
questa tua passione, di cui soffri
ti rende speciale, il tuo sentirti diverso
è solo frutto di circostanze
anche se i realisti non ci credono
io comincio a farlo, se ce ne è anche una sola
una persona disposta a farlo
a questo mondo, forse sai, è davvero possibile

io



riappropriarsi di ciò che ti è stato rubato
poter respirare senza che
le persone intorno a te vivano come specchi
non aver paura di scrivere
questa giurisdizione è tua
e non compete a nessun altro
ricordarsi di un pensiero
né positivo americano
né solistico romanzo
dico che non vale la pena
pensare ad un futuro troppo distante
immedesimarti in ciò che non sei
anche i più grandi narratori di storie
non sanno come va a finire ciò che scrivono
come questa poesia
smetterla di scrivere delle poesie testamentarie
non prendere in groppa gente
come hai già fatto
ti sei già spaccato la schiena una volta
ricordati quando non ti reggevi in piedi
invece le persone che ti portavi dietro
erano sane e stavano in piedi
ma non erano capaci di camminare
io devo continuare a camminare ed esserne fiero
consapevole di ciò faccio, per quanto possibile
prima o poi, non posso e non devo arrivare
là dove si trapassa il confine d’essere
di un essere umano
la determinazione di sé, deve venire da sé
natura ci ha dato condizione d’essere uomini
non amebe che si attaccano e si lasciano trasportare
ora vedo i problemi di gente che non vede
e non so se li affronterà o meno
ma come più volte ho già detto in soliloqui
non devo affrontare queste situazioni perchè
anche se mi influenzano, non mi riguardano
desidero fortemente che vadano in modo diverso
e già la mia mente pronta
a lavorare per cambiare il loro cammino
ho già fatto il mio pezzo, ora resto a guardare
disposto a dare una mano.
quella bomba ch’eri convinta di controllare ti è esplosa in mano
nonostante i miei consigli del passato
io non posso essere diverso da ciò che natura dice
e lo stesso vale per altri
posso solo lavorare affinchè le condizioni cambino
ma non fare passi di altri.
Forse è ora di cominciare a lavorare per i propri passi d’uomo
passi che sanno di sogni, passi che ognuno
se accetta, è chiamato in un modo o nell’altro a fare
capisco la difficoltà del mondo che mi circonda
con tutte le sue astrazioni e presunzioni
ben conscio che già in passato, da solo
non ce l’avrei mai fatta
eccomi, sono qua. Arrivo.

due strisce bagnate su un pavimento asciutto



pensare come un singolo accento
possa descrivere una vita
è impensabile,
eppure in alcuni momenti,
attàccati alla vita
in altri, attaccàti alla vita

pioggia



vola poesia che non sai
cerca qualche nuova storia da raccontare
ruba cuori che non sanno osare
trova articoli di parole che saprai

scuoti la mente, libra i venti
di una atmosfera densa di pensieri
per un attimo la tua routine sospendi
ritorna nei posti dove realmente c’eri

vuoi dirmi che è soltanto tempo?
il mio interlocutore è chi la poesia trova
a chi la vita non lascia scampo
spesso mi immedesimo e la paura si scova

pensavi di diventare un avvocato annoiato
invece sei stato uno che racconta ciò che sa
pensavi di seguire le orme dei sapienti sul pensato
invece trasmetti cultura a chi immobile non osa

poter essere libero di parlare a chiunque
senza che un nodo mi attanagli lo stomaco
questa è una poesia che non arriva al dunque
ma si costruisce su scelte con senso senza smacco



a volte sento e penso che le persone
puntino a sgambettarti, a farti rimanere male
solamente per il fatto di generare in te
tristezza, nella quale si riconoscono
e ne riconoscono il basso posto in cui ti fa
sprofondare, per un attimo, e verso la quale
sentirsi in qualche modo superiori, appagati
con il proprio ego.

#



Soltanto
Tartassandomi
Ancora a
Niente
Conduce
Oggi

#



è un uomo che può fare tante
cose nel mondo
ma ci deve andare nel mondo.

civil war



lance battono sugli scudi
i due schieramenti opposti
si guardano e si minacciano
mi guardo attorno
vedo visi amici prendere posizione
accanto alla mia che ho scelto
vedo altri invece che lasciano
il campo di battaglia
impauriti o codardi che non vogliono
piu combattere, con me.
la frustrazione è alta
ma non c’è tempo,
il corno nemico suona la carica
e ritorno alla realtà
la mia mente si distoglie
da chi ha lasciato e si concentra
sul respiro, sul battito del cuore
sul sudore che cade in terra,
grida che si alzano dalla folla
io, noi, ci siamo.
guardo il mio compagno di fianco
è li con me, compagno, fratello,
pronto a combattere la mia battaglia
pronto a combattere la sua battaglia
penso a chi c’è, li pronto a morire
per me, per loro.

una ballata, vuoi ballare con me?



percorro una strada in solitaria
una strana sensazione mi assale
l’impressione è quella che tutti
pian piano si siano dimenticati di te
mi distraggo da questa situazione seria
cerco per lo piu un clima conviviale
dove poter pensare tranquillamente ai fatti
quella che mi viene in mente dopo tutto sei te

sei cosi abituato a catapultarti fuori da te
a immedesimarsi in altri e compiere atti
che non ti appartengono, nel tardo tempo serale
capisci che non ti sei mai opposto a questa moria
come se una sofferenza che si districa in te
non se ne fosse mai andata, la mezzanotte
è accompagnata da un canto di lupo e da parole volgari
nuova acqua chiede di scorrere nella infertile miseria

generazione lampo, che ha non tempo di pensare a te
se non piu di mille secondi, depredati
dalla lentezza che l’amore chiede, il grecale
comincia a soffiare e spazza via tutte le dicerie
forse se avessero continuato il cammino pensando a te
avrebbero capito che parole sussurrate di notte
cominciavano ad intendersi, ogni volontà che separi
si sarebbe scansata, il fiume sorpassa la barriera.

cara poesia, negli ultimi tempi ti hanno usurpata
in nome di un qualunquismo allargato alle parole
ogni cosa va bene, fanno passare sotto il tuo nome
la prima cosa che viene in mente, spesso vendibile.
tu e te rappresentate molto in questa situazione dannata
la gente spesso si rifugia nel futuro affinchè le sole
paure di oggi cessino di esistere e ferire
eppure ancora mi chiedo per quale motivo pensi a te

la bellezza della batteria mi ha sempre colpito, dotata
di versatilità sottovalutata, con il tuo strumento ideale
è capace di accordarsi e suonar liberamente
spesso da grandi, lo spartito è gia iniziato e fragile
perchè non si sa più ascoltare e assume significati variabili.
ritorno alla realtà come se fossi un astronauta
appena sbarcato in un mondo di persone sole
la vita è un ricominciare, non dall’inizio, appartiene a te

mi sono ritrovato a pensare molto alle perdite di senso
chissà se è solo un eco di parole che risuonano nel vuoto?
abbiamo messo i piedi anche al di fuori della vita
ci sentiamo di controllare l’imprevedibile
non è colpa tua, non è colpa tua, non lo è
tutta questa merda può essere tagliata, tu vuoi smarrire un senso
per te un senso lo ha farlo, un te a questo punto poliedrico,
ho paura, perchè una chiara spiegazione
non riesco a darmela perchè la paura ferisce i sentimenti
perchè è come lasciare marcire
un campo, diversi ne ho, questo ritornerà al selvatico

per un nuovo corso, alla natura, il fiume scorre.



parlo al mio vicino di casella (F79)
raccontami una nuova novella
saturami con la tua storia d’amore
e di come si è costruita in queste ore
tu che hai la scrittura partita da nere sponde
ogni parola al cuore sempre risponde

new generation



siamo tutti in attesa di esperienze
che ci catapultino dentro la realtà
cosi come è, non val la pena perdersi
dietro ad uno schermo, soppesare un messaggio
cozzaglia di parole dal grande slancio
ma che mai riesce a sostituirsi ad un sorriso
vivido e vivo.

Alessandro e Patrizia



era una storia d’amore
la loro, come tante ce ne sono state
come poche sono state vissute.
eppure ancora ora, lei non
si stanca mai di stargli accanto
come se fosse la prima volta.
ogni stanza è un mondo nuovo
ogni via, incrocio, ogni volto
è nuovo, e tu cara, hai deciso
di stargli accanto e ogni volta
essere la sua compagna di avventure
ogni giorno, ogni ora, ogni minuto
ogni attimo che è nuovo
e che fatica a prendere nuovo senso.
Nessuno riesce a vivere la vita
per intero,
ma in certi attimi
guardandosi negli occhi
l’uno trova ancora la speranza
di chi non riesce piu
a riconoscere nulla
se non la voce di lei.
l’una invece, capisce che ha davanti
un grande amore che resiste di fronte
al nulla che si manifesta.
Un amore che scalda, un amore di bene
che si continua a riconoscersi e aiuta
a guardare in faccia la morte
e non averne paura.

morte d’una



vita che va,
vita che viene
vita che sviene,
secondo te non ha piu senso?
eppure la cosa ha preso una forma strana
ogni giorno dentro di me cambiava faccia
ma rimaneva sempre un sottile strato
di indifferenza, quella di chi, già da tempo
ha capito che non aveva piu spazio, soffocata
ehi tu! scendi del tuo piedistallo, vorrei parlare
con te, sempre piu frequentemente mi ritrovo in questa
situazione d’ego che ama farsi guardare e sempre piu
voglio volgere lo sguardo altrove, nei posti che
un vento di brezza, ancora riesce a soffiare tra le foglie

gara



le gambe non corrono
le braccia sono stanche
tutto scorre cosi in fretta
sono io questo fortunato spettatore
tutto sembra sfuggirmi dal mio controllo
la stanchezza si fa sentire
gocce di sudore che cadono da una testa
grondante e china, seduto in panca
cercando di pensare ad un modo per svoltare
una partita che non ne voleva sapere
affronto la difficoltà con un sorriso
di chi un po’ non ha nulla da perdere
e di chi è già stanco, ma tira un colpo in più
che ridà energia e a volte capita che il tuo
avversario cominci a cedere proprio in quel momento
ero in panca, cercando di pensare alla partita
ma continuamente mi passavano pensieri sulla mia vita
una palla in un canestro è un’esperienza difficilmente
condivisibile
quella partita l’abbiamo persa, il miglior giocatore
della squadra avversaria ti rende omaggio
non ogni cosa va scritta
ma il tutto sfugge in un brindisi
felice.

a coloro che si sentono vuoti



sto notando che molte persone
sentono e parlano di vuoto
quasi in maniera sottomessa
o perchè hanno il cervello talmente
spappolato da non poter sfuggir
o perchè non hanno gli strumenti per
capirlo e magari affrontarlo
lo trovo nelle persone dallo sguardo perso
lo trovo in me stesso, posso dire che anni
fa tesseva le trema del mio destino a mia
insaputa e decideva il luogo della mia
disumana coscienza
ora di vuoto ne scrivo, quasi fosse opera
di denuncia, non tanto per denunciare
l’esistenza ma per trarne vantaggio
e trasformarlo in coscienza e conoscenza.
ho maturato una consapevolezza sul fatto che
non auguro a nessuno, mi ha insegnato molto.
Caro Mark S., mentre scrivo ti sto pensando
tu che di vuoto nei ha fatto poesia,
ti ringrazio, perchè di vuoto tu sei stato
una piacevole e tagliente compagnia
righe proibite queste,
perchè vi ci si può anche perdere
ma come diceva qualcuno
we can be heroes just for one day.

A Diego S.



ho come la sensazione
che solo il tempo può
lenire i tuoi passi
sui quali lotti,
con la tua coscienza,
la forca di cui hai paura.
coraggio, credo di porterà
tanta saggezza e una strada
un sentiero sul quale forse,
ora poco battuto, si affacceranno
visi e sguardi curiosi, di una vita
a dir poco turbolenta, timida
introversa e controversa fin’ora.
Solo il tempo saprà dirti,
affidati e magari ti innamorerai,
una delle tue più grandi paure.

ora taccio, tra il sottile confine
di un giudizio di una vita
e un consiglio di un amico

elogio dell’asino



si scrive ciò che si sa.
non sempre, l’asino è stupido
quando si impunta e non si muove
versi stridi del contadino,
impaziente di coltivare la terra
nervoso per una vita che non voluto,
l’asino attende il suo tempo.
e si prende tutto il tempo,
prima di muovere anche un solo passo,
ragiona e cerca la ragione.
non mi importa che queste poesie
abbian sian brutte, mal scritte
poco curate e non importino ai più,
quel che conta
è il prossimo passo dell’asino
rassicuro dal suo agire



poetare è azione
salvifica

Generazione solitudine



più e più
volte, avverto negli occhi
un lento e peso sguardo
di chi troppo distratto
di chi non ha palle
generazione social
poi incapace con la propria socialità
l’importanza di una facciata
ci abitua a codificare facciate
si rimane immobili di fronte a
idee e pensieri, si ha paura
non si è piu capaci a
camminare, immobili di fronte a
una possibile delusione o felicità
la fermità di ciò che appare
il vero dinamismo invece risiede
nell’azione che..

#



un futuro, un qualcosa di lontano
o vicino, che fa i conti con il proprio
esserci e il proprio presente
guarda con occhi di un innamorato
speranzosi il passato di uomo
è quello che mi auguro, quel sentimento
inespresso di rammarico di una vita
buttata e piatta, gela al sol pensier
la mia anima. la sopravvivenza è
una condizione già masticata
per molto tempo.

tempo fa, capì che meno ti preoccupi
per il futuro, più lui si preoccuperà
per te

zii



vi vedo liberi tra i campi
sorseggiare bicchieri di vino
tra un odore pungente di lavanda
il vostro viso porta segni degli anni
e forse fate i conti piu di altri
di ciò che è vicino
vi voglio bene.

tu ti dici



trovo facilmente difficile
potermi esprimere liberamente,
senza che guardi dalla fessura della porta
il mio corpo, nudo, intento a divorare
attimi che sanno di felicità

gioco a comparire nella sua vita
quasi per caso, senza troppe aspettative
che lottano con pretese ben più ampie
il mio camminar solingo sulla strada
d’un tuo sorriso che basta per esplorarti

dalle mie origini, viene una fortezza
che non ha eguali, abituati a portarsi sulle spalle
pesi oltre ogni misura, per poi nascondere debolezze
di un animo non capito e incompreso. Vite chiamate
a raccolta, ammiro e continuo liberamente a farlo.

di pagine ne sono state scritte, a gran velocità
anche se appaiono lentissime, i tuoi occhi socchiusi
mi videro in fondo alla stanza, un ricordo troppo
lontano, una mano troppo delicata, un’anima troppo
vicina per poter camminare, eppure non te ne sei andata.

la storia che ho raccontato parla di ben altro,
una lacrima scavalla un viso per poi perdersi, senza
remore, finire al centro di emozioni e pensieri che mi
impantanarono e mi fecero soffrire. eppure, per quanto,
sia bella, una tua foto ancora oggi mi fa sorridere.

questi versi che donano ampio respiro, come a te piace,
a me in qualche modo va bene, anime perse in qualche
garbuglio della vita, che trovano pace soltanto da lontano
perchè sanno benissimo che da vicino…
un melodramma che scorre sul un rigagnolo del mio viso.

mi hai abbandonato e mi lasciasti libero, ben consapevole
dell’influenza che la tua parola ha sulla mia vita,
ora non più, un libro è stato scritto, nuove possibilità
sono nate, comunque vedo e sento, guardo da lontano la tua
figura, in parte, in attesa di poter anche solo far, anche

un solo passo, un solo scalino, accanto al tuo.

non è il finale che tutti si aspettavano, eppure queste righe
le devo a me stesso, custodire un amore che brucia in giovani
polmoni non è facile, qui si tratta di una potenza che cambia
le vite. e poi, e poi, a volte ci si dimentica che la vita
non è un ricordo, sai dirmi chi è anche vivo adesso?