F.79

 

Paradosso



Vivere per vedere una schiera

di volti ogni giorno

senza mai vedere il tuo.

Tuoni e tempesta contro Narciso,

che vuol corrompermi

con immagini illusorie

appena cadute dall’albero

della debolezza umana.

Forse è il motivo

per cui invidio

l’eremita e la sua quietitudine:

tu rimani elusiva

ed io

questo non lo chiamo vivere,

questo io lo chiamo morire.

Qualunquismo ermetico



Un uomo

contro le Astrazioni:

Silenzio.

Sogni caduti



Io, il pittore, la sua tela, la mia vita,

frammenti di cui il battito non colse il significato

fin quando l’estro emerse con passione ardita

schiarendo i pensieri di un colore dimenticato.

 

Ora le nubi scomparse danno inizio alla risalita:

miro l’insieme del capolavoro elaborato

ché solitudine, malinconia e nostalgia di vita

quell’opera di magnificenza han forgiato.

 

Mai avrei immaginato che da pezzi incompiuti

e demoniaci, uscisse l’aurora di Laura fautrice

che salva l’artista dalla sua amarezza.

 

Mai avrei immaginato di trovar la salvezza

negli ideali causa di apatia meretrice.

Armonia, tu, amore, io: sogni caduti.

Tempesta



Svegliandomi

nulla cambia:

io che non comprendo

la potenza della natura,

lei che non comprende

le mie emozioni;

io che ho paura

della forza di Artemide,

lei che avrebbe paura

se guardasse dentro me:

Dei del Caos.

Medico improvvisato



Io che continuo a prenderti

in amara medicina

per sopravvivere

a questa dolce bugia.

Il mio Atman

sa di essere ingannato,

ciò che ottengo

è un ineffabile

effetto placebo.

Sakura



Guardarti negli occhi

per ritrovarsi

sopra un fiore di ciliegio

che ha appena iniziato

la sua ultima danza

prima di atterrare sulla realtà.

Vento



Colei che inietta ambizione mi tiene in vita,

ma mi logora con il movimento delle nuvole

lento, inesorabile, prepotente.

Colei che mi tiene compagnia mi aiuta,

ma altro non è che amica di bicchieri mezzi vuoti

destinati ad essere sempre riempiti.

Colei che mi parla mi rassicura,

ma aspetto prenda una strada parallela alla mia

su un vecchio binario a me vicino.

Colei che dalle altre prese solo i colori caldi,

lei, solo lei

vorrei al mio fianco con la benedizione di Aion,

vorrei che brindasse con me ed Eudemonia,

vorrei vivere per volere delle Moire.

Nulla ho, ma forse troppo chiedo,

eppure continuiamo a volare

come damigelle di Numidia

tra le correnti di Baal.

 

Desideri



Ho conservato il mio desiderio più grande

per la stella cadente più grande

che io abbia mai visto,

ma nemmeno quel corpo celeste

ha potuto far qualcosa

e l’unico corpo che è caduto,

restando a terra

in compagnia dei propri demoni,

Alla fine sono io.

Allegoria



A tutti quei libri

dapprima ammirati, desiderati,

finalmente comprati,

felicemente iniziati

per vivere nuove emozioni

ma poi

tristemente abbandonati

a volte addirittura dimenticati,

senza aver avuto l’opportunità

di finire la storia che narrano.

A voi.

Capacità



Mettere un po’ di te in questi versi

nipoti del Dolce Stil Novo

ma figli del Decadentismo.

Ecco cosa so fare.

Un’altra



La sera passata insieme

astri accordati per la nostra armonia

il tempo nostro alleato

le mie mani tra i tuoi capelli

l’atmosfera stilnovistica impressa realtà

dalla nostra speranza

tanto che mi sarei dato uno schiaffo

ma non con la mia, con la tua mano

per assicurarmi, per convincermi

che non fosse un sogno.

Sembrava tutto perfetto

ma la compagnia rovinò tutto:

quella sera ero insieme ad una ragazza.

Sembrava tutto perfetto, ma non lo era,

me ne resi conto guardandola negli occhi:

Non eri tu, ma un’altra.

Ti va?



Essere come due anziani

che passeggiano insieme

e all’improvviso vedono

un gruppo di clarinetti

che suona la colonna sonora

della loro vita,

che li ha accompagnati

con un suono caldo e dolce

durante tutta la loro storia.

Allora rallentano, si prendono per mano

e fermano quel momento,

lo immortalano nel loro album rosso

e fan sì che continui a vivere per sempre.

Dimmi, ti va?

Plagio



A volte mi manchi

così ti cerco in canzoni e film

perché parlano di noi.

Eppure io non ho dato il permesso a nessuno,

eppure quelle storie vivono

e hanno fatto successo

mentre l’originale resta scritta su fogli

che rimarranno nel cassetto rosso,

chiuso a chiave.

Chissà se mai si aprirà,

chissà se quei fogli vivranno mai.

Tu chiamala ingiustizia, come faccio io,

ma cerco di tenerlo a mente, come faccio io:

A volte la vita è un’arte fondata sul plagio.

Questioni di vi(s)ta



Ti conosco bene

anche se non ti vivo.

Ti guardo negli occhi specchi del tuo essere:

in uno vedo te

nell’altro me

da nessuna parte vedo un “noi”.

Non ti conosco bene,

anche se ti vivo ogni ora,

di giorno nei miei pensieri

di notte accanto a me fino al mattino

ma poi mi sveglio e torno ad esser solo.

Eppure ci avevo visti così bene,

insieme in una pindarica storia d’amore

ancora non scritta

ma recitata in malinconici film

e cantata in strofe sollievo dell’anima.