F.89

 

Essere madre



Come si sopravvive
alla malinconia del tempo che passa?

Delle foglie che cambiano colore,
e dei tuoi occhi che hanno orizzonti sempre più ampi?

Della tua mano che si fa sempre più sfuggente,
e della tua curiosità sempre più viva?

Come è dolce il tenerti vicino,
e amara la consapevolezza che non mi appartieni!

Che sia docile la vita con te,
e che tu possa avere sempre il giusto dalla tua parte…

E se una cosa ti posso insegnare,
che quella sia l’amore, perché è ciò da cui sei stato generato.

E poi, fede.
Perché sei lo specchio della bellezza di Dio.

Fin di un’estate



Quando non potrò più strapparti baci
e le notti saranno mute

Quando non avrò più lacrime
e il cielo tornerà azzurro

Quando il calore dei nostri incontri
sarà evaporato a fine estate

Sarai ricordo
che la tramontana farà tremare.

Un amico



All’ombra di cipressi
ci siamo abbracciati

Lontani qualche passo
di ghiaia
ridendo delle scritte
gelate sulla neve

Mi hai regalato musica
e io sono fiorita in te
di colori perenni.

Noi che esistemmo solo di notte



Venne l’alba
e tutto mi sembrò ancora più buio.

La tua assenza



Di lunghi silenzi
pezzi di cuore
pensieri infranti
respiri eccitati

riempirò la tua assenza.

Di maestose gioie
superflui affanni
effimere verità
vuoti a rendere

imbratterò il muro dei ricordi.

Ma sarà in ogni alba che ti ritroverò
per poi perderti, di nuovo,
al calar della notte.

Non c’è pace
per un’anima che ama.

Poesia viva, Poesia selvaggia



Ti risuonino
come musica
queste parole
abbandonate mute
in mezzo ad occhi e piedi veloci.

Di poesia e degli occhi di mio figlio
ti dissi, vivo.
Ed in questo scorrere incessante
di quotidianità ammaestrate
io vengo a te, selvaggia.