G.76

 



Quando andavo sulle dune da garzone, avevo

quei sette o otto anni d’innocenza sulle spalle.

Gorgogliante il mare m’ammoniva, amavo

soprattutto quei giorni in cui il vento è forte,

e la spiaggia tutta nascosta sotto la coperta

della sabbia. Piccole dune rimpiazzavano i passi

dei bagnanti e nessuno camminava sulla riva

nè giocava con la plastica e i granelli. Gl’ombrelloni

erano chiusi, i pattini un po’ più in là, sonnecchiavano

di lato, la madre di lontano era un eco già sbiadito.

Così mi rimane dei nostri giorni assieme, quando

torni dal lavoro o dal supermercato di quartiere:

un fischio forte nelle orecchie, gli occhi pieni di

salsedine, nessuno nei dintorni e soli nella felicità.

 

Indecisione



Vorrei che tu comparissi sempre;

Ogni volta col vestito a righe a tendermi la mani.

Ricordarmi di sentire il tuo respiro.

Vorrei che tu fossi qui da ieri.

Vorrei che non dovessi andar via.

Vieni domani allora:

ti seguirò in ogni città che cambieremo in primavera.

Ascendenti



“Non si può fare questa vita: per una vita.”

Hai detto una volta, aggirando le auto in

doppia fila. Spesso credo che siamo mobili

amica mia,  l’esistenza che declini è

inesorabilmente quella

che hai scelto per ingiustizia del passato.

 

 

Siti



Ho iniziato a scrivere poesie per un sito web

l’idea mi è subito piaciuta. Non hanno reclamato

la mia ascendenza, e nemmeno di dove fossi.

 

Ho iniziato a scrivere poesie per un sito web

perché quand’ero giovane non sapevo d’arte

racimolavo briciole su pagine in lingua straniera.

 

Soprattutto, lo faccio andando al mercato la

mattina, o dall’analista al pomeriggio

trovando la bellezza nell’incrocio di via Statilia

passeggiando nella mano di uno sconosciuto.

 

E mi manca soprattutto dirti che scrivo poesie

dato che provi a parlarmi invano da maggio

a chi parleresti? non sono io, non m’assomiglia

i lavori della metro C, un bellissimo incompiuto.

 

 



Che ne sanno dei nostri

appuntamenti in cui

santificavamo l’imperfezione?-

un tuo capello bianco,

la masola sulla finestra,

i baci sui canini,

eppure non sappiamo farci

addio, solo non saper

comprendersi più.

 

 



Mustafa mi racconta,

porgendomi un nuovo

adesivo col suo volto, che

pagato l’affitto,

le utenze,

i fornitori

le multe,

quel che rimane lo

divide, per il trentotto

per cento, con lo Stato.

Ho pensato che

pagate le multe,

la spesa,

le utenze

l’affitto,

quel che rimane lo

dono completamente a te.

Di me non resta nulla.