G.87

 

I



Mi ero totalmente dimenticata cosa volesse dire sorridere per giorni

ripensando a una serata.

Sdraiata, sento ancora il tuo corpo sul mio,

mi hai baciato il collo, ahimè

mentre il tuo cuore mi schiacciava i contorni

ma in fondo si posava su di me come una farfalla

e ti accarezzavo i capelli fini.

E’ bastata una notte che il mio corpo ha preso già la tua forma.

 

II



Ieri, nel tuo monolocale
mi hai fatto sentire piccola così,
eppure non era il mio metro e sessanta,
né i tuoi poco meno di due metri.
Cerchi la complicità
e a quanto pare, non l’hai trovata in me.
Io cerco solo te,
e ora che siamo lontani il mio cuore trema,
ho bisogno dei tuoi occhi,
del sollievo di un tuo abbraccio,
per non sentirmi così piccola,
per non sentirmi,
Ma sentire solo te.

17 Maggio



Oggi ho messo la gonna che mi avevi regalato,

è passato un anno da quando sotto il Monte Bianco,

festeggiavamo il tuo compleanno.

 

Oggi passerò la giornata con un’altro Stefano,

sono sempre in viaggio, ma non con te;

è passato un anno e chissà

se avrai pensato a me oggi,

io l’ho fatto, forse ho fatto anche qualcosa in più,

ma io oggi sono felice.

 

Qui ti faccio i miei auguri

e ti dico che non mi manchi affatto.



Portami in campeggio,

dove l’erba è alta

e ci possiamo infrattare.

“Ci sentiamo”



Domani cosa farai?

Ricordi quando mi hai incontrato?

Come stai?

Ricordi, poi, la prima volta in cui mi hai guardato?

Sono passati giorni, ormai

Mi hai più pensato?

Io dovevo tornare a Milano

Tu, bellissimo, seduto

Ti ricordi quando la mia mano

Nell’ultimo saluto,

Si è posata sulla tua spalla

E tu, ricambiando la presa,

sei tornato a galla,

mostrandomi la tua anima accesa,

così

hai sussurrato il tuo addio.

Bugia



Ti penso
e scusami se lo faccio
so di non averne il diritto.

Il mio pensiero è cosciente e innocente,
è lineare, parte da te oggi
e arrivo a pensare a noi due al mare.
Alle onde che non riescono a prenderci
e il calore che non ci riesce a fermare.

Ti vedo nella mia mente
e mi chiedo cosa stai facendo,
chissà se ti è capitato di pensarmi allo stesso modo.
Con affetto ma senza brama,
costantemente ma con la libertà
di una ragazza che sogna ma non pretende.

Chissà quante volte ti avrò fatto starnutire .



L’altro giorno
mi hanno detto
che la vita,
la tua vita,
è come un albero,
ogni ramo inizia
e inizia proprio da te
vivendo la sua storia.

Ma quando finisce
è lontano
troppo lontano dal tuo busto,
troppo lontano da te,
e finisce.

Ma guarda,
basta solo guardare un po’ più in là
o a destra,
o a sinistra,
o forse un po’ più in giù,
c’è un’altra storia
un’altro ramo.

Ed ecco
che la storia
semplicemente ricomincia
con
o senza
di te.

Non ti abbattere,
la vita va avanti,
tu oltre.

MARY JANE



Il groviglio nella mia testa non cede

e il ricordo estivo lentamente scompare

dietro la mia stessa paura,

che non mi permette di ricordare.

Tu, oppressivo, non capivi

che le farfalle nel mio stomaco

erano fame

e la mia mente stanca cedeva,

cedeva all’unica amica rimasta.

Questo groviglio neppure tu sei riuscito a liberarlo

e oppresso dai miei demoni

sei crollato.

 

Su di me.

Veggie no Vegan



Non chiedere scusa per quella sfortuna

Anzi grazie per avermi fatto male a letto,

per avermi mostrato, davvero, la luna,

nonostante non fossimo su un tetto.

Credevo di essere inopportuna

Ma sdraiati nel letto,

mi preoccupavo solo della lacuna

lasciata da me in questo versetto.

 

Ma ora rimetti il disco da capo

e torna qui a farmi male.

La mia rivoluzione.



La rivoluzione è fuoco.

Rivoluzione è occupare.

Rivoluzione è lottare.

Rivoluzione è dire no.

La rivoluzione è camminare a testa alta

e far sentire la propria voce.

Ma rivoluzione,per me, è questa poesia per te,

mio Re.

Rivoluzione è trovare il coraggio di dirti che ti amo,

abbattendo ogni mia insicurezza.

Rivoluzione è ammettere la mia sottomissione a te,

ammettere la mia passività e il tuo controllo su di me.

Mio Re, corpo mio.

N.B.



Lo sentivano nell’aria,

il vento si stava alzando,

un vento ricco, vigoroso.

Lo riconobbero presto,

era come un angelo, ma questa volta

non annunciava la creazione.

Al contrario, portava via tutto.

riempiva l’aria di una sola cosa,

tempesta.

Il mare iniziò rapidamente a incresparsi,

le onde si proponevano sempre più forti,

incalzanti e imperfette.

Crescevano e portavano con sè

tutto ciò che di buono era rimasto sulla costa.

Ci avevo messo tempo a costruire la mia costa,

e di nuovo la tormenta stravolge tutto,

la mia carne modellata dalla sabbia e decorata di conchiglie,

la mia mente fatta di salsedine.

Chiedo aiuto dalla mia piroga,

impotente, incapace e instabile.

E vorrei che tu stesso arrivassi a salvarmi,

tu che gonfiando le guance hai soffiato su di me,

causando tutto ciò.

Ma è colpa mia

mi dimentico sempre che il miglior salvagente

sono io.