G.100

 



Il vento ci vuole leggeri,

spogliati dalle nostre pesanti storie.

Munnizza



Ho lasciato fuori la spazzatura.

C’erano i resti della cena,

le scadenze non rispettate,

la mia pigrizia.

 

Ho incartato tutta la mia gratitudine per il sole,

senza stropicciarla troppo.

L’ho avvolta di pazienza, carta velina e bucce d’arancia.

 

Ci ho messo il sottofondo del televisore

che fa compagnia di notte,

il libro che non finisco mai sul comodino.

 

Ci ho messo tutto l’amore per i lampioni gialli,

la mattina a Piazza Marina,

il pane al cioccolato.

 

Ho lasciato fuori la spazzatura,

con tutte le emozioni con cui ho giocato a vivere,

credendo per un secondo

di poterla tenere per sempre.



I woke up in the middle of the night,
while an electric blue was becoming light,
that popped air kissed me,

and I felt blessed.

A Penelope



Io sono Ulisse

ed Ulisse è morto.

Sono solo un mezzo busto

di deliranti auspici

dall’antica bianca eleganza

erosa dagli inverni nelle isole che mi abitano.

Sono solo

nelle onde delle volontà che ho tenuto nascoste

nemmeno il canto della sirena potrebbe sedurmi all’abisso

nemmeno la testa di Medusa potrebbe pietrificare

le parti ancora vive del mio scalpo.

Nessun poema ne richiama le fattezze.

Nessun poeta dedica i suoi versi alla mia verità.

Cantano le mie vittorie,

quando posso solo raccontarti

                                          le mie debolezze.

                     Tutto quello che ho fatto, era per tornare a te.

Delle mie imprese

Rimangono solo

I tuoi fili intessuti sul mio capezzale.

Biancheria – Atto Secondo



E se il cielo fosse d’acqua,

ti ricorderesti come si fa a piovere con tutto quel sale?

Ti brucerebbero gli occhi,

come un pesce che all’improvviso non sa più nuotare?

 

E se poi mi riprendessi indietro tutte quelle cose belle che ti ho detto,

levigheresti le tue pietre,

e le lasceresti ad asciugare al mare?

 

Potresti stenderle lì,

come ho fatto con la biancheria

lasciarle appese

per poi

dimenticarle.



come posso davvero parlare di tempo

se tutto attorno a me

cambia

colore

Mattoni



Il mattino fece presto ad arrivare,

con la sua sveglia incessante.

 

E i pensieri assopiti della gente

scivolavano dalle finestre del cortile interno

bagnato dai colori pastello

della luce

sui mattoni.

 

Discreto,

dava il suo buongiorno ai suonatori in aspettativa

ai circensi dell’anima

alle mamme insonni

ed ai poeti della notte come noi.

Felce azzurra



Ci annusiamo,

senza far rumore,

come le stelle,

nei nostri ruoli ingombranti.

 

 

Biancheria – Atto Primo



Non puoi reggere il peso

di tutte le cose belle che ti ho detto.

 

Sono stese in fila, sulla terrazza alta.

 

Lasciale uscire un po’ dalla porta sul retro,

condividile col quartiere,

col ragazzo della posta,

con la fornaia e col telegiornale.

 

Forse non si dovrebbe fare,

quando hai una pietra bella,

mostrarla al mondo intero.

Ma non puoi nasconderla nemmeno sotto un cumulo di

lenzuola bagnate.

 

Il mare leviga le pietre,

l’acqua le fa brillare.