G.101

 



Dottore, la prego, entri nella mia testa
Mi strappi fuori quei maledetti pensieri
Che irruenti si muovono confondendomi

Li prenda nella sua mano e li schiacci
Senza scrupoli, non mi servono davvero
Lei vuole analizzarli, ma li getti via, la prego.



Echi di corni

Tamburi i ricordi

Che battono il cuore



Muoiono i confini tra Prologo ed Epilogo 

loro si amano, si raggiungono liberi.

Non c’è un inizio, non c’è una fine

loro ci sono, ma trasparenti volano.

La via d’uscita sembra svanire del tutto

resta il cuore lacerato che urla nella Tragedia.



Siamo la brace

Di un fuoco

Già spento 



Quante volte

Gli stessi pensieri

Chiudono le nostre

Giornate

Aprendo le porte

A sogni

Già fatti



E se pensiamo che gli affetti

Si dissolvano nel tempo

Allora erriamo