G.103

 



Che tu sia maledetto presuntuoso sbatter d’ali di farfalle colorate dentro il mio debole torace,

te ne prego di andartene, lasciandomi così ben respirare.

Può davvero soffocare una dolce gioia, un forte affetto? Mi bandisco  io ora dall’amore! Perché esso sa essere come la spada di un gladiatore, come la caccia di un cacciatore, come la fame in guerra.

Amare ha un alto prezzo, quasi indecifrabile; lascia viver gioiosi i primi tempi poi è come un bimbo annoiato,

Inebria di speranza, oh che esso sia maledetto come l’odio!

E qui ora le mie lacrime son miste, piango, lasciandole cadere sparse sul mio volto stanco.

Dimmi dunque che sorriso indossare.

 

Neve blu e calda



E chi dorme adesso,

con il ricordo di te

dolce profumo fra i miei capelli.

In quella stanza

nella città di maschere,

anche in un giorno d’estate

eravamo lì, nascosti dalle ore più calde

baci rubati contro una porta,

il silenzio insieme al mare.

Ora notte d’inverno, muri dipinti

e tutto è spento, ma non tu ed io..

tende tirate alla finestra

affacciata sui tetti innevati.

La neve accesa si mescola al blu profondo

e colora il nostro buio,

mentre tu disegni il mio corpo.