G.104

 

Geometrie infrante



Pezzi sparsi dovunque
un poliedro s’infrange al suolo
inutili resti non sanno come riunirsi
tragico spettacolo di piatte figure

doversi ricostruire dunque
è forse questo il destino dell’uomo
quando le ferite smettono d’aprirsi
mentre scompaiono dolori e paure.



Tremendo il bruciare dell’uomo,
eterna caverna di dolore.



Assenza d’emozioni
un limbo
splendida vista sull’io.



Aquile assassine
trucidati
cuccioli di sogni.

Uno sguardo



Che peccato parlarsi con gli occhi,
quanti desideri sprecati nel vento
se questo contatto durasse per un solo secondo
Sapresti che le mie iridi non mentono.

Venezia, di notte



Dai ristoranti
le voci rintoccano
nella quiete della sera;

dall’alto Venezia
non sembra che pura magia
della notte;

i palazzi, protagonisti silenziosi
ci guidano tra i canali,
le luci delle calli
ci richiamano inconsapevolmente;

è il rumore dell’acqua
che rinforza la notte,
attenua i pensieri
ci rivela la luna.

è Venezia, di notte.



Chissà perché dopo tanti sbagli
ancora ci ostiniamo a vivere
tra false partenze
e arrivi in volata
per afferrare quella meta mai cercata
dopo un incerto percorso a metà.

Ancora



Non c’è una fine
non c’è un inizio
i mesi passano
scanditi da un nuovo solstizio
un’altra finta primavera
di promesse infrante

Una minaccia per la tua pace
sembra rincorrerti
da una vita intera
e non sai più quante
volte hai provato a scacciarla
via via via

E non sai più com’era bello
il mondo prima
non immagini più come sia
la realtà
ora che tutto è buio
perché la tua Luce
se n’è andata

Non bisogna continuare a vivere il passato
se Adesso diventa solo vuoto
e non è più Presente,
e ogni mentre dondola
tra il Nulla e nient’altro
tra l’immobilità contorta
di un vivace pensiero triste
che costringe a rimpiangere
tutto quanto
ancora.



Cercami
su ogni muro
in ogni parola
scritta per non scomparire
pensata per riportare
l’attenzione di tutti
sul racconto delle nostre anime
che solo la poesia ci può offrire.

Trovami
sono sicuro
che questa parola
non potrà mai morire
è destinata a svegliarti
e darà i suoi frutti:
aiuterà a scrivere altre pagine
della nostra storia, che non deve finire.



La poesia sa usar parole
che nessuna bocca potrà mai trovare
perché la poesia pretende il cuore
anche quando il cervello s’impone di non ascoltare.



Rinchiudetevi in questi versi
sarete finalmente liberi.



Scendiamo nelle nuvole
ascoltiamo i loro silenzi
pesanti lasciamoci sussurrare
come andrà a finire

Perché se pensi
niente possiamo conoscere
se non uno sguardo
il nostro, negli occhi di chi ci osserva

nel sorriso di chi sente
solo il nostro battito
e rapido s’immagina
in un attimo

la radice dei nostri pensieri
limpidi e tenui
mentre segnano il nostro viso
sinceri.



La differenza fra una riga
mai scritta
e un sogno: il mondo.

La bellezza del momento
più bello,
quello che hai sempre aspettato,

ma che ora corre feroce
perché questo Tempo sbagliato
veloce lo porta subito via.

La dolcezza nello sguardo
di chi non si sente nessuno
se non al tuo fianco

la sua carezza come un Sole
ti scalda e in cambio non vuole
nulla, se non Amore.

Lontani



Stringimi
e al cuore sussurrami piano soavi parole
se ci credi non saranno solo un pensiero

Svelami
segreti nascosti:
il tutto, il nulla, l’amore, la felicità

Scopri
quel velo di buio dai miei occhi
rivolgili al mondo

Cerniere mai aperte
ferite non posso mostrarti
nascoste, celate

Sotto montagne di sorrisi
imponenti quanto fragili
segnali impotenti

come i nostri visi vicini,
ma ormai già distanti
lontani.



Spogliatevi di questa pelle
sciogliete il fuoco
delle vostre anime
al Sole rivolgete i vostri desideri.

 

Poi guardatevi l’un l’altro
non siete animali;
sebbene estranei, scambiatevi
sorrisi leggeri ed eteree parole:

 

conoscerete meglio voi stessi.