G.127

 

TESTAMENTO



“Non ho conoscenze
al di fuori della mia nemesi.
Imprigionato.
Costretto in un limbo
tra lacrime e raziocinio,
passante per un fugace attimo
di libertà intellettuale,
in cui naufraga la mia psiche.
Addio.”

SOGNO



“Avrei voluto
scriverti una lettera,
in pieno stile anni ‘40,
con il foglio sciupato,
le gocce di inchiostro della stilo,
e la carta zuppa dalle lacrime.

Avrei voluto
scriverti una lettera,
per dirti ciò che non ti ho mai detto,
fare ciò che non ho mai fatto,
farti vedere cosa ho in testa,
renderti finalmente
partecipe del mio mondo.

Avrei voluto
scriverti una lettera,
ma a scuola
purtroppo,
mi hanno insegnato,
che ci sono delle regole,
e per ciò che devo dirti,
non possono esserci.

Avrei voluto
scriverti una lettera,
ma a questo punto,
mi sa che ci ripenso.
Eh si, non ho proprio il coraggio.”

IL DECIMO CERCHIO



“Mi chiedo spesso,
se all’inferno,
ci sia un girone,
per i silenziosi come me.”

DOLORE



“Sapete qual è
il dolore più grande?
Non tanto amare..
ma farlo oltre ogni convinzione.
Amare più del dovuto,
più di quel che si merita.
Eppure,
arrendersi.”

AUTORITRATTO



“Io non so chi sono :
io non so vedere,
specie la realtà;
io non so ascoltare,
soprattutto i miei pensieri;
io non so parlare,
figuriamoci dire la verità.

Io non so chi sono,
forse non l’ho mai saputo,
forse non esisto,
forse è solo un sogno.
So solo una cosa:
ovvero ciò che realmente non sono,
Io non sono uno fra tanti.”