G.14

 

Flash!



… sorrisi …

Ombre di luce
sfiorite
d’un vecchio capanno:
flash back di ricordi,
ormai sempre meno nitidi!

Sospese fasce polverose
entranti dalle finestre,
che paiono mettersi in posa
per essere immortalate
dall’obiettivo
in controluce.

Uno scatto. Poi un altro.

Il flash
abbaglia
di colori d’arcobaleni
ciò che ormai non abbaia
più
da tempo.

Testimonianze
d’un passato fatto di immagini:
un tempo pellicole pesanti,
ora virtuali volanti …
fragilità
che accorre
con lo scorrere degli anni
verso coloro che amo.

Voci che chiamano
nel ricordo: mute …
… colori accesi
nel tempo sbiaditi …
… contorni
ormai indefiniti …
… grandezze mutate
col mutare dei minuti
che ora ricreo,
fantasiosamente,
per colmare tutti i …
… buchi.

Uno starnuto!

Nessuno pulisce da tempo
qui:
noi siamo come quei granelli
fragili
fatti di polvere che
vola
che
poi
si

deposita.

Flash! Sorrido …

Degenerazione



Dipendere

appesi

ai fili di paglia
di un’unione di

          Paesi

naufragata nell’ipocrisia
popolata da burattini
e burattinai.

Tragicomicità



In questa società
dove si ridacchia
di insulti diplomatici
scritti su social e tag

studio per me stesso.

Negli attimi di serietà
confido nella satira.

Un saluto



Un saluto, nient’altro.
Già il giorno bigio cruccia …

La grigia tempra d’autunno
meneghino
perlustra l’avvento di speranze
ancor dentro anonime
ove l’entusiasmo
indugia solo nell’attesa
dell’alcunché che non c’é.

Un saluto vivo
sciupato
per uno virtuale
vuoto di senso

sfiorito di sfumature

che inquina
un’intera giornata.

Nient’altro.
È soltanto un giorno bigio …

Ciao eh!

È!



L’alba.

Scialba è la nuvola
che offusca il Sole.

Adagiato sulla battigia
dopo il viaggio.

La ricerca
nella confusione:
sperduto
nell’inettitudine.

Osservare l’orizzonte
per cogliere la linea
di quella solita
similitudine
dove tutto

l’immaginario

vive:
pensieri funambuli
soli vibranti
convergenti nell’angoscia
divergenti nell’affanno.

Osservare:
cogliere quell’è!

Il Sole regna l’azzurro.

Nel cielo
l’oceano.

È!

Un istante di luce



Notturn rumor di ferraglia;
è l’una: il treno passa.
La mente, sola, trapassa
l’ordinario e
deraglia.
Tutto è sospeso
nell’aria.
Ascoltala tutta
osservala tutta
toccala tutta
assaporala tutta
prima che scorra via
tra questi vagoni, spenti,
appesa su tutti gli istanti
morenti d’interna
anonimia.
Un istante di luce
nel buio:

poesia.