G.173

 

In verbis vita est



Scriverò sui muri
l’essenza di ciò
che in profondo ci unisce

Scriverò sui muri
il mio gioire di te
e il mio soffrire della tua assenza

Scriverò sui muri
di questa oscura sensazione
che mi stringe dentro
quando sono con te

Scriverò sui muri
della luce che mi invade
con una tua parola di affetto

Scriverò sui muri
se anche questa volta falliremo
e l’addio sarà definitivo

Scriverò e scriverò
perché tu possa per sempre
vivere attraverso le mie parole
anche quando non sarai più con me

Pomeriggio di maggio



Nuvole bianche e delicate,
soffici zolle di infinita leggerezza,
morbide spume accovacciate
danzanti nell’aria con gaiezza.

Vorrei essere delicata e leggera
per volare in alto tra nuvole bianche,
e viaggiare con te senza frontiera;
sii le mie ali quando le mie sono stanche.

Chi può apprezzare la segreta melodia
che in te racchiudi con gelosia,
che incontrando la mia malinconia
unisce colori e suoni in una dolce sinfonia?

I miei occhi quasi del tutto spenti,
i miei passi sempre più tardi e lenti
trovano nei tuoi occhi splendenti

quel calore vitale di ingenua felicità
che con poco si accontenta già:
basta solo che io sia con te, qua.

E il tempo svanisce e non esiste più
quando a prendere la mia mano sei tu.



Cos’è la poesia, caro bambino?

È il colore del mondo da un finestrino,

è quella voce che ti culla

nel silenzio della notte e nel nulla.

Scrivi, bambino, unisci le parole,

rendile radiose e splendenti come il sole,

senti che ritmo allegro e melodioso,

è la rima che non fa stare mai a riposo

queste parole in fuga su una pagina bianca

che scorrono da una mano che mai si stanca.

 

Sia la tua mano delicata e leggera

scrittrice di una poesia vera,

di una poesia dolce e pura

che rispecchi la tua innocente natura.

 

Scrivi finché la tua immaginazione vorrà.

Solo la poesia ci salverà.



Scende la sera

cupa sul mio cuore,

distrutto e appassito

come un fiore reciso.

 

Scende il buio oscuro

sulla città che mi accoltella,

quella stessa che prima

m’appariva così bella.

 

Ora le luci sono spente,

ed io non vivo,

sono assente.

 

Spente le luci, spento il mio cuore.

Distrutta me e il mio amore.

Abbandonata in un luogo indeciso,

morente come un fiore reciso.