G.175

 



La tristezza con cui ti guardo

Violenta il tuo viso

E la polvere che lasci sul pavimento

Diventa pesante sotto i miei passi

Non cammino più come prima

Ora che i corridoi sono infiniti

Le urla non superano le pareti

Ogni volta che mi massacri

Un profondo solco sul petto

Vuoto e senza battito

Spezza la linea della vita

Con la forza con cui mi urli

Che crollano le mura

Che crollano i palazzi

E non si ricostruiscono

Ma è comodo tra le macerie

E guardandomi intorno

Capisco che pure Dio

E’ morto depresso

Dopo aver plasmato col sangue

Un’umanità che soffoca nel fumo

Non basterà un nuovo Cristo

Più vecchio di qualche millennio

Per spazzare via la cenere

Effimera



I miei umori

Di un sol giorno

S’inseguono

Nell’incavo del petto

Prima di sparire

Tra parole non dette

Monumenti

Costruiti per crollare

Tra i colpi di mortaio

Davanti una platea

Indifferente

Che sarà morta già domani

Come un’effimera



Scarabocchio sconsolato

Un anticristo depresso

Sul muro scalcinato

Della tua chiesa



Non esiste vestito più elegante della malinconia

Gocce



Gocce scarlatte sul muro

Oggi ho litigato con me stesso

Fiori



Crescono fiori

dal sangue che verso

gli stessi che intrecci

tra i tuoi capelli bruciati

Plastica



Vesti di drammi
Per uscire la sera
Nel tuo mondo di plastica
Senza istruzioni

Punture di zanzara



Poggi le forbici fredde sulle punture di zanzara
Ma vivi come se fuori non facesse caldo
Tra vecchi maglioni e jeans strappati
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Bicchieri Rotti



Cresci tra bicchieri rotti

Etá sfiorite

Prima di nascere

Amianto



Sei amianto

Nei miei polmoni

Tra tutte queste parole

Morte

Bandiera



Chiudo i miei dubbi a bandiera

Non fumo

M’ intossico

Di nuovo