G.190

 

Alla mostra



Oggi che è domenica

dovremmo stare vicini

io e te:

tu davanti a un dipinto di Hopper,

nei suoi panorami immersa;

io spettatore distaccato

che osservo il reticolato dei tuoi capelli

che s’interseca coi suoi tramonti.

La luce di un bar che

fuoriesce dalla tela

immagino abbia un certo effetto

sul tuo profilo:

avrebbe forse un riflesso tale

che capirei

cosa sto aspettando,

se ti sto aspettando.

Camminare nel quartiere tra casa mia e casa tua



Domani sveglia presto

mi fermo mi giro non vedo nessuno

ti cerco nel vetro del portone

vedo il mio riflesso

poi qualcuno fuma

qualcuno ha il cane

qualcuno chiede alla sera urbana

dei perché insperati

qualcuno si affretta per l’ultima corsa

della metro B

 

Se ti trovo

se mi trovi

raccogliamoci balliamo stiamo zitti

è uguale

Volando



Questo tetto sfumato

con cornice infuocata

supero

bucando l’aria.

 

Visione complessiva

pacata,

viva.

 

Mi culla,

il cielo pauroso,

mentre viaggio fra i suoi strati

e sogno il successivo.



Guarda

il blu notte entra dalla finestra

quando ancora è crepuscolo.

Si prepara

ad annerirsi dentro di me

appena capisco

che su questo divano manca

la tua mano sul mio petto

e al futuro

la tua dolce essenza

di vento

Cometa



Un mostro infuocato

appassionato e rumoroso

sfreccia nel cielo

e mi lascia di stucco:

è una palla irregolare

che s’insacca nella sua fine

e mi permette

di sospirare.



La solitudine mi fa svenire.

Da solo, però,

percepisco la bellezza attorno a me

con un gusto tutto nuovo:

la prendo così com’è,

senza un fine.

Allora faccio tesoro

della mia malinconia

e spero che

mi ripagherà.



Tu

che con me

parli

o tu

che, assorto

nel viaggio,

non sai che

t’osservo:

conosci questo mio

dissidio?

Saresti in grado

di ascoltare

le urla che

strozzo in gola?

Sarai tu

a liberarmi

o anche tu

aspetti?

 

Passanti,

amici,

fratelli:

mi domanderò sempre

qual è

la vostra storia.

Maledico me stesso



Mi privo del piacere

solo per dare ragione

alle mie paure.

Le occasioni,

i giorni,

qualsiasi secondo,

scivolano dalle mie mani.

Acqua fredda che

tra le dita

scorre e s’insinua e cade,

perduta,

nel tempo che fu.

Chissà



Chissà se stanotte
scriverò di
una carezza per dirmi “va bene”
o di quelle parole per dirmi
“addio”.
Chissà se verrai con me,
chissà se te lo chiederò.
Chissà se è fattibile:
partire
alla volta del mare,
tuffarmi fra le onde
delle tue braccia
e riemergere già vecchio
e navigato.

Senza titolo 2



Ringrazio il caso

e i miei genitori

che sono vivo

e che vivo la mia vita

come viene.

Che arrivo a questi

momenti

per cui ho

da ringraziare.

Che posso guardare

ciò che più amo,

sia che lo raggiunga

sia che rimanga

a portata d’occhio.



Due ombre

appese

ballano al ritmo del vento

su questo mare.

Finalmente



L’energia del tempo

si conserva tra i nostri petti

nella durata

di un abbraccio.

Garbatella



Voglio che fuori piove

mentre noi siamo dentro casa

a Garbatella,

nel tiepido trascorrere delle ore.

Non sento che ti aggiri

per le stanze

ma ci sei,

perchè fa caldo.

Calda la tua pancia,

calde le tue gambe,

calde le tue guance.

Gelide da scottare

le tue mani.

Ci soffio per spegnerle.

Non hai nient’altro addosso

che me

e un maglione.

Novenario sporcato



La frenesia della mattina

mi concede un tuo segnale

come un soffio che cammina

e che sfoglia il mio giornale.

Ritmo



Un gufo,

una macchina,

un sassofono

in lontananza.

Questo, insieme

alle luci

che tremano laggiù,

scandisce il mio battito,

mentre un lieve

venticello

mi consola.

Inverno



Se i tuoi rami sono appassiti

mi ci aggancio

aspettando

che fioriscano.

Puglia



Tanti granelli di sabbia

compongono la tua sagoma.

Sei la clessidra

che segna la mia ora.

La strada



Un viavai

disinteressato e continuo

scorre sotto di me,

impassibile.

Buca il respiro.

Un’immagine



Tu

sapresti spiegarmi

la simmetria

che intercorre

tra le vele d’una barca

e l’intreccio

del cielo

col mare.

Gravità



Mi casca il cuore

dentro lo stomaco,

precipita la faccia

dentro le mie mani:

ti ho vista.

Senza titolo 1



Trascorro

l’esistenza

un sospiro

alla volta

Di giorno



Navigo

per cieli profondi

e mi scaldo

coi colori

Convento do Carmo



Come uno scheletro balli

al passare del vento.



Passano le ore

e io ragiono sui pensieri compiuti ultimamente.

Rimangono dentro di me

e mutano

con la giornata che va,

oscillante tra alti e bassi,

a concludersi.

 

Questi graffi gelati

sul mio viso

mi riportano all’esistenza

concreta

del tutt’ora.

E nascono nuove idee.



Tu

sigaretta che accendo

e che finisce

sempre prima che arrivi

il momento