G.196

 



La fisica ci dà l esatta misura dell’equilibrio,
ci dice in numeri il segreto del funambolo
Ci sono attimi o vite intere in cui si ricerca
il baricentro delle cose
il peso specifico dei sentimenti
il punto di leva per sollevare un mondo che sembra caricato sulle nostre spalle.

L’esatta misura di ciò che sei
sono i tuoi libri sul comodino
la foto storta incastrata nella cornice che ne ospita un’altra.
Tu sai che quella è l’unica degna di starci.

L’esatta misura di ciò che sei
è l’unico angolo di mondo che chiami casa
la canzone che ti cantava tua madre
e i suoi occhi grigi che non hai mai dimenticato.

Perché ciò che sei è ciò che non passa
e se pensi a quegl’occhi
perdi ancora l’equilibrio.

Donne



Siamo una terra umida
piena di fiori e piante rigogliose
rugiada purissima
noi donne.
le nostre orme si allungano al calar del sole
camminiamo leggere
tremiamo nel vento.
Abbiamo rubato pezzi di sole per illuminare il buio delle nostre illusioni,
le cornici vuote sul comodino, le attese e le chiamate a vuoto.
Nessuno ci ha insegnato il peso della solitudine
il freddo delle parole e le notti senza stelle
Come steli sottilissime
in un pomeriggio d’agosto
possono sentirsi le donne.
Nessun uomo può capire
quanto vuoto si può riempire con
il suo ventre
che è gravitazione ed equilibrio
il vortice e la rivoluzione,
baricentro dei sogni.
Tutti stanno lì,
fra occhi e bocca e pancia
che è casa e strada e asilo

Le donne sono ciò che resta
e che non se ne va.



Le uniche cose in cui credo
sono i tuoi sorrisi
ubriachi e improvvisi

I tuoi occhi contro il sole
che sembrano pianeti
solitari sconosciuti immortali
gli uomini non possono conoscerli

Dentro quelle ombre
vedi sogni danzare e canzoni
da intonare

Nemmeno tu puoi capire
che l’infinito può stare
in equilibrio
su questa cresta

Io e te
in bilico

Albe



Arriveremo a conoscerci

alla fine del cammino

Sarà come dimenticare

di essere stati fragili