G.202

 



Qual è il limite massimo di volte che posso leggere queste parole?
In cima ad una fetta di roccia
faticando a distinguere cosa è reale e cosa no
la tua pelle da un’altra parte
strana struttura la vita
tutte le volte che respiro
potrei fermarmi fino alla fine
grattando il tuo cervello mentre respiro muffa
percepisco ogni sua piccola paura
la morbosa consapevolezza della tua esistenza
mentre la forma ha lo stesso peso di una bolla di sapone
perché non mi illudi?
quando qualcosa che è di tutti passa da te diventa tuo
nessuno può ripulirmi
arrivi ovunque dove sono io
Il volto triste di qualcuno
quello zaino pieno di sensi di colpa
scavando fino al cielo
cinque ottavi di ripostiglio
la dittatura delle mie sensazioni.

E per un attimo in mezzo alla tempesta ero sicuro di aver visto il fulmine più bello,

e per un attimo in mezzo alla tempesta,
La mia tempesta,
io ero Sicuro.



Siamo tutti nazisti finché non siamo noi ad avere bisogno.

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Dal quarto piano di questa gabbia
legato alla porta del mio passato
mentre l’orizzonte mi abbraccia mi inchiodo gli occhi
per aver peccato
per non aver visto
aggrappato ad una nuvola di speranze dissolta davanti a queste stupide leggi,
sudando per te,

io ero solo ma sentivo il tuo abbraccio.
Adesso nuovamente aprite tutti la bocca ma io non so come sfamarvi.

e se anche tu compagna empatia te ne sei andata
io resto qua,
ti aspetto in questa fredda stanza perché senza di te mi sento ancora più solo.

 

 

 

 

Norway



 

Per il disgusto che provo per ogni vostra scelta,
Per ogni vostro passo mai percorso,
Per la vostra dispensa piena di superficiali certezze,
Per ogni vostro minuto vissuto senza un abbraccio,
Per ogni verità tenuta strategicamente lontana dalle mie mani,
Per ogni vostro falso anniversario che avvicina la vostra morte,
Per ogni mio momento di nausea,
Per ogni interminabile attimo in cui il vuoto mi riempie,
io
vi ringrazio.