G.207

 



L’asfalto mi graffia la testa
Accasciata per incoscienza
Sullo strapiombo di colori.
Un nero e cruento abisso
Su cui poggiano i pugni
Chiusi sul vento
Accoglie il mio viso
Contratto in un lamento.



Strazia l’attesa di incontrarti
E di reggere il tuo sguardo
Sotto le luci e i vapori dell’alcol,
Di iniziare a sognare
E di tenerti i fianchi,
Di guardare i tuoi occhi illuminarsi
E di isolarci, diventare protagonisti
In mezzo alle comparse,
Cadere insieme tra gambe di amanti,
Giacere con la musica
Intorno i nostri abbracci.

XI



“Ah, mai ho provato tanto dolore.
Più che nelle membra, nel mio cuore
Provo sconforto. Impacciata freccia,
Sfioro il vello dell’ignaro cervo
E me ne approprio, ma muoio
Frantumata sulla roccia.”



Esile prua silenziosa,
Culla di occhi stanchi,
Fluttui fra gli amanti
E sola ti governo
In quest’immenso mare;
Capisco perché piangi.