G.209

 

Tra i libri impolverati…



Cerchi, tra i libri impolverati

sul terzo scaffale vicino la porta,

la verità celata nei profondi rumori.

Veneri quei poetucoli dimenticati

che nella parola hanno nascosto

i loro più grandi dolori grandi.

Sbuffi, non trovi altro che nero

inchiostro nero su candide pagine,

e ti macchia la fronte con mille e

altri mille dubbi, orfani di ragione.

Erediti i figli abbandonati dell’uomo:

rapito per scelta dal fugace attimo,

assente all’appello della Storia.

Sopporti così, per puerile decisione,

la famelica necessità di ricercare

la verità celata nei superficiali silenzi.

Per quelle parole…



Per quelle parole dette senza troppa convinzione,

Quelle stanche, svogliate che prima pronunciavi

Con sternore nel petto, che per il tanto desio

Bruciavano dentro fin quando morivano in te.

 

Ansimanti respiri rimbombavano tra gli abeti

e i sporchi muri bianchi e i ceri spenti

e quel povero uomo in alto alla Destra

mi flagellava con il suo triste silenzio.

 

Con quella camicia dal colletto logoro, spesso

abbinata al pantalone mai della misura corretta:

Ti dirigevi ogni sesto vespro al giallo muro.

 

Niente salmi, no segni sul petto, niente più.

Con eterna gratitudine sei consacrato ai lontani

attimi, credendo soltanto nel te adesso divenuto.