G.26

 



è indicarti il muro più lontano della stanza
perché più comodo, senza nemmeno
mettere a fuoco di volere
l’olio di palma solo ora
che sai che c’era
mentre il suolo
che so ch’è cera
si scioglie
in grotta verde di smeraldo



a cosa serviremo più
tra vent’anni
sarai tu,
ma fa sì che si veda il mare
e saremo pietre da lanciare e
mura da picchiare;
alle armi
su la spiaggia
col tuo legno
scolpirai anche per me
una lancia di speranza?

01/03/16



Basta scrivere per vivere poesie



Pensa al cielo
immenso, come
ora che pugnali
allo sterno, con le dita
aprendomi a te
l’infinità c’abbraccerà
tiepida

Penso al cielo



e gramo
senza te,
nelle sere vuote
dove riempi,
nel tempo perso
che tu ritrovi,
nei ricordi futuri
immortali
giorni puri



quel colore dalle tante sfumature
che penso
che magari contenga moltitudini
che se le emozioni fossero colori
io sarei un grigio

Sarei tra l’azzurro più bianco
e l’arancione più viola,
nel mezzo dei contrari
tra meteorite al vento e
una piuma di cemento, saprei esserci
nei crepuscoli,
tra esse e ci nello scontento

 

Me tapino!



Cosa voglio?
Guardarsi intorno
troppe opzioni
possibilità
sinonimo d’indecisioni
mente aperta, cazzo! – mi dico -
figlio di puttana!
giro, giro, giro.. è come se stessi fermo
fermo e giro, come una cartomante
penso di prevedere il futuro
ciò che una decisione comporta di sicuro
e penso
e giro
e fermo

Quando pensavo che un giorno mi sarei trovato ad un bivio
non avrei mai considerato una rotonda

Te lo prometto



Perderai tutto e dall’interno brucerai,
con dolore
t’inginocchierai e lo sguardo tuo
mi domanderà.
Non soddisfatto
sarò acre.

Prometterai
promesse non mantenute,
piangerai
lacrime a te mai appartenute,
ascolterai
il silenzio delle urla tue,
annuserai solo
l’odore del tuo passato.

Il tuo sangue
acido sarà
il tuo cuore,
i tuoi occhi odio
il soffitto fisseranno
di bianco vetro
vestiranno.
Toccherai con mano
ciò che in fondo
sai di meritare.

L’estasi del bradipo



Leggerezza
come una torta troppo morbida
da tagliare in fretta,
un’aria troppo timida
per fare rumore,
come dimenticarsi
di passare le ore,

Sigfrido



Fredda, assolata
mattinata invernale
d’una movente
Firenze da smuovere,
che mente rischiara
al me pedalante,
sull’Arno
d’una pedagoga pedante,
portato a pensare
dal Wagner cavalcante:
Brunilde dove sei?
Non sono un passante!

Il Succo



non ho colini nei cassetti
amo la polpa d’ogni frutto
dà sapore
ai miei pensieri d’ignoranza

Senza filtro



quando chiederai cos’è
non saprò risponderti
ma la meraviglia e la gioia
proverò a descriverle

vivi #2



Succhiami il sangue
ed estrai tutto il bromuro
che da tempo mi inibisce

Palesami il dolore
come se fossi un veterano vissuto
nel ricordo del terrore

Mostrami il colore
delle primavere
di salate pianure

Cosa ti ferma?
Vivere attimi crudi
dipinti da sangue tiepido,
d’acquolina ammuffita che
è tempo d’ingoiare
e darsi da fare

vivi #1



Saprete nulla
imparerete poco
crederete in voi
morirete

Sapranno tutto
Impareranno nulla
conosceranno noi
moriranno

Impareremo tutto
sapremo nulla
conosceremo noi stessi
moriremo vivi



Essere ottimisti
positivi,
realisti
almeno più di prima.
Avevo imparato
ad essere felice
a fidarmi della gente
a credere in ciò che dice,
a sorridere
anche se in contrasto, il mio pensiero
scansa, per non scontrarmi.

Questo è
ciò che ero
ora mai più



Nero, amaro
caffè in tazzina
sorseggio in pigiama
sul balcone di casa
guardando al giorno arrivato
all’orizzonte dei miei pensieri

Copyright



alla morte, gli artisti
pagheranno i diritti a Dio



Vorrei insegnarti qualcosa,
ma non l’ho mai imparata,
dirti che la poesia va letta
e non ascoltata,
ma non saprei spiegarti
il perché delle cose
delle corse affannose
dell’emozione che scorre
in vene da esporre
come trofei di caccia
in cima a una torre.
Vorrei insegnarti ma
l’unica cosa che ho imparato
è la relatività nella mia testa,
cesta di pensieri in festa
dialogo armonico
di tempesta

Io e Lui



Sporcami
e non avrai sporcato
Stuprami
e non avrai stuprato
Parla bene o male di me
e di me avrai parlato
Guarda alle mie spalle
e vedrai chi me le guarda
da chi sono sostentato
separato e unito a me
da un invisibile strato
Cade lui Cado io
Cado io Cade lui
Strappami
e non sarò passato inosservato

Pendo



il frutto di emozioni
intrecciandosi
con passioni
dà un senso
alle azioni
passate
dimenticate
solo nel presente
completate
attraverso un’altra vita

dipendendo dal passato
anche se indipendenti
il futuro dipende da noi

noi che siamo il presente pendente tra il chiodo che ci tiene e il suolo che stiamo cercando