G.27

 

Fuoco



Io come Sole cerco di penetrare tra le nubi
Il mio cuore batte e vorrebbe strapparsi a morsi
La strada verso la luce.

Non sono normale.

Sono Fuoco che divampa indomabile
Sono Lupo, in un gregge di pecore.

Testamento I



Mi dispiace,
non altre parole mi giungono tra le labbra,
sei stata tutto, poi molto
e ora tanto.
Non lo accetti, chi sono io?
Che fine ha fatto il tuo sorriso?
Un giorno finirà, tutto,
non più dolore, non più lacrime,
solo, nulla.
Tuo.

La Pioggia Scende



La pioggia scende,
carica di un sapore autunnale
bagna le mie labbra e
asciuga il mio spirito.

Noi, semplici passeggeri.
Becchiamo da terra quel tanto che ci basta,
poi, spicchiamo il volo, di nuovo, verso mete
tanto nostre quanto di nessun’altro.

Oh uomo che essere perennemente frustrato tu sei!

Ti lasci catturare dal nulla del normale,
dimentichi presto.
Dimentichi che, a volte, è sufficiente volare,
librarsi nell’aere senza patemi,
senza calcolo,
quasi scordandosi del peso opprimente della pioggia.

Sollevati
da questa gabbia troppo stretta
Respira,
finalmente,
l’Amore del Cielo.

Marzo Isontino



Fuoco, questo vedono I miei occhi.
In ogni tramonto, quando le stelle premono per sbocciare
Una lingua fiammeggiante divide l’orizzonte.
Fuoco, questo vedono I miei occhi.

Fuoco che divide terra e acqua,
Incrocio di sguardi, a poco a poco
Iniziano ad amarsi.
Cantano I primi stormi che da sud tornano
Chiamati da questa possente brezza isontina.

E gioisco,
la primavera, come Venere nasce dalla spuma dell’Egeo,
Anch’essa, ogni anno, si rigenera da questo soffio di Eolo.
E respiro,
finalmente, aria nuova.
E mi riscopro,
di nuovo, in armonia col Creato.

2 Giugno



Ingiustizia e assurdità,
Due fiori cadono.
Non aspettano nemmeno
L’estate ormai alle porte.

Irreprensibile



 

Sono la corda scordata 

di un violino 

che suona 

incessantemente 

la stessa melodia.

Da sola, però, 

la mia voce sovrasta le altre 

e questo mi rinvigorisce.

Il sole, per me,

sorgerà ogni giorno.

 

Il Ricordo



 

Il ricordo,

Immagini poco nitide, confuse si cercano ,

si rincorrono, s’aggrovigliano e infine si stringono

Come una coppia di sposi la prima notte di nozze.

Nella notte,

Il ricordo vive nella notte, come un pipistrello nasce

Nell’onirico e da questo è alimentato.

Soffre,

Il ricordo soffre delle irrequietudini della memoria

Soffre e genera sofferenza.

Eppure,

Eppure nel ricordo mi riscopro,

Imparo, tento d’elevarmi alla perfezione.

Strumento,

Il ricordo è strumento da utilizzare con saggezza,

Ponderazione non per vendetta.

Umano,

Il ricordo è quanto di più umano possa esistere.

Ricorda d’amare gli altri come Lui ha amato te.