G.43

 



e Fu zolfo sulla schiena dei Delusi

e Zolfo e puzza di dannazione

dei delusi da me.

 

e Siamo noi!

L’ascesso! la schiena! la fiamma! il gemito!

e La poesia fredda  azzurra

e Le nostre tombe senza fiori.

 

È tutto nostro

 

Nostro per davvero.



Una mattina d’Agosto,

Pieno giorno, piena sbornia,

 

Ho urtato con la testa

Tutti gli spigoli che ho incontrato sul mio cammino.

 

Ripetutamente!

 

Diverse volte,

Senza farlo apposta,

 

Ho iterato e reiterato la curiosa procedura.

 



Un inganno sottile

è facile

da intrecciarsi ad uno grosso

 

difficile è sbrogliarlo.

 

Specie se

mentre sussurra dolcemente

che inganno lui non è

 

affilato ferisce dita,

denti,

lingua.



Scalcia dentro di me
&
Danza freddo
Col mio Spirito

Un cielo notturno.
(bello sì e struggente, ma affilato-come-schiacciante)

Un po’ acqua, un
Po’ angelo, un po’
Madre
& un po’ assassino;

Lo strappo a metà.

Una parte ad essiccare,
Profumando le pagine di un libro delicato

Una parte, (da qualche parte!),
A mondare la mia anima opaca,
Ridendo

Una parte a Nessuno.

 

 

Memoria



Inutile bestia,
Divora più ricordi
Di quelli che conserva.



Io, Me.
-Che sono uno. (L’Uno).

Fuori, il resto, lo
Spazio.
-Che non è nulla. (pausa)

Ma,
Che nel Suo ostinato
Non Essere
Alcunchè,

Mi costringe il petto,
Le gambe,
E pure il cazzo. (pausa)

I miei amici non ci crederanno
Mai.

Tranne

Io, Me.
(…)

Voyeurismo?



Volto le spalle
2 volte e 1/2 e qualcosa
In meno -

E quando nessuno guarda,
QUANDO NESSUNO GUARDA
Fingo di spiare
(sottovoce)*

*sottovoce