G.53

 

Bistrot Afrodita



La ragazza francese

il suo sorriso

una chiara falce

di Luna bianca

la sua risata

l’ultima notte

bianca nel Borgo.

Prima di incontrarla

però ho cenato

sotto gli archi

del Bistrot Afrodita

Semmai un giorno…



Tu li senti

i passi miei

scendere gli scalini

di un palazzo addormentato?

 

Ascolta…

 

Esco dal tuo cuore

che chiudo alle mie spalle

e mentre tutto tace

da solo cammino.

Ascolta…

Semmai un giorno…

…Tu già sai.

I ragazzi



Eravamo ragazzi sinceri

anche se sapevamo di recitare una parte,

quella di ragazzi sfuggenti, svogliati

che ammiravano il Niente

e ne decantavano le meraviglie.

Guardavamo film densi di drammi,

li mischiavamo alle nostre vite

e trascorrevamo sabati pomeriggi ignoranti,

fumando i nostri sogni ogni giorno,

inspirandoli ed espirandoli in faccia alla realtà

e dormivamo avvinghiati in due o in tre o…

Poi appendevamo gli anni ad una parete

e ci sentivamo gli artisti delle nostre vite:

c’era chi esagerava troppo

e il giallo lo vedeva troppo acceso;

c’era uno scontrino trasformato in reliquia;

c’era una lettera che odorava d’America

e un poster giapponese che ritraeva una Geisha;

c’erano la Luna sopra Atene, le strade berlinesi

e un Sole che, anche privo d’occhi, sorrideva gaudente;

c’era Diana che irradiava Leonardo

in una cornice di post-it azzurri, verdi, gialli e rosa;

c’era una Matrioska grassa d’amore,

che in silenzio dava valore alla vita;

c’eravamo noi, i ragazzi, e questo bastava.

Le sirene



Mi sono addentrato nello scheletro

di un relitto rovesciato,

come tu ti sei addentrato

nella mia vita, rovesciandola.

Nelle acque verdi degli abissi inconsci

alcune sirene chiamavano il mio nome,

cantando che non ero più il loro fanciullo.

 

Icaro



La mia vita s’è estesa

lungo il mito di Icaro

senza alcun punto di ritorno.

Vorrei farti volare ancora una volta

con le ali delle mie parole, Icaro,

ma cola la cera che appiccica i sogni

e il tuo mito mi cade addosso,

mescolandosi alle lacrime.

Figlio di Dedalo,

insieme al mio maestro

abbiamo abbracciato nuvole

spezzandoci le braccia,

sebbene continuassimo a volare lontani.

Per Beatrice



Un fiore con le piume

è frutto dell’innocenza

di una vispa bambina.

Conserva per sempre

l’innocenza nei tuoi occhi

e vedrai l’impossibile.

Corone di spine



A volte indosso

corone di spine

e ogni spina

- volto che amo -

mi lacera dentro

carni e cuore.

Il tuo abbraccio



Il tuo abbraccio:

digerire un sasso.

Le sere di maggio




Le sere di maggio

hanno il fresco sapore

di cuori di fragole

ed io inventerei

- all’istante -

una notte solo per noi,

un tappeto di stelle

su cui sdraiarci

e ascoltarti dire:

“Sei il mio universo”.

 

 

 


 

Fiori Di Poesia




Conservo la mia fantasia

scarabocchiando fiori di Poesia.