G.58

 

Sirte



Sulle spiagge di Sirte

la follia si accanisce,

riducendo granelli di sabbia

in cumuli di cenere.

Agiti e ritrai



Ricordi sgretolati.

Uno sguardo calmo rivolto altrove.

Un ticchettio fuori luogo,

si sgretola

come siepe appena calpestata,

come luna quando tutti hanno smesso di guardarla,

come un pensiero sospetto scelto miope,

solo bisbigliato,

diventato assurdità

non appena il bacio

è stato inflitto.

Il tuo fantasma graffia sul mio viso.

Nella mia mente non posso,

non posso lasciarti la mano

che tu agiti e ritrai,

mentre io guardo dall’altra parte,

e faccio forza solo quando sei più forte di me.

Due voci fanno eco come due sguardi sconosciuti,

che si rincontrano.

Io ti trattengo solo per qualche altra eternità.

Poi lascerò la mano.

Te lo prometto.

 



Vorrei carezzarti d’acqua.

ti sento comunque,

ti respiro.

giusto il tempo di sfiorarci un po’ ovunque.

Il cuore che non riesce ad esplodere e noi che moriamo.