G.78

 

Nelle mattine fredde



Se nelle mattine fredde,

Senza il conforto della notte,

Le nuvole tappezzano il cielo

E la sveglia assidua 

                                 chiama  il risveglio

 

Il caffè é bruciato,

La brioche secca,

E l’autobus non passa

 

Se nella mattine fredde,

Sono un naufrago

Stanco di vivere,

E i tuoi occhi infiniti

                             chiamano il risveglio

Buongiorno mondo.



Soli sulle strade

Come punti in una frase

 

Ci perdiamo e ci troviamo

Alla fine del tempo.

Vele strappate



I sogni conoscono la fine
Non raccontano l’inizio
Quelli infranti galleggiano
Come navi abbandonate

Una foschia di lacrime
Avvolge i loro scafi
Il vento più non gonfia
Le vele ormai strappate

E lasciando resti nel mare
E bocche piene di fame
Questa realtà se li divora.

 

Perpetuo è il desiderio umano perché del sognare la mente mai è sazia, ma questa realtà, affamata di disgrazie ed insuccessi, è sempre la bestia più feroce.

Senz’ali



Come può
Un fiore senza petali
Un cielo senza stelle
Un calice senza vino

Non c’è vita
In un letto spoglio
In un cerchio vuoto
In un amore spento

Come può una farfalla

volare con una sola ala.
La sua natura è danzare
libera in mezzo ai fiori,
ma adesso come può,
ma adesso

cosa gli rimane.



La Domenica mattina

L’odore del ragù

 

E per me è già poesia.

Calice di lacrime



Brindando alla primavera

Le tue lacrime nel mio calice

Come veleno di cobra

Come latte di oleandri

 

Si mischiano al dolce vino

Si mischiano al freddo sangue

Marinai sulla barca di Caronte

Sbeffeggiano la mia fine.



Ho dormito sul tuo petto, ho il collo incriccato e l’anima leggera.

Le mani si sfiorano, le labbra si mordano



Steso sulla panchina

Come gl’angeli sulle nuvole

Ho la testa sui tuoi jeans

E i pensieri già nel tuo letto

 

Le mani si sfiorano

Le labbra si mordano

 

Come immersi nel nulla

Navigo nel tuo sguardo

Tanto di tutto il resto

Non me ne fotte un cazzo

Gocce di noia



Nei giorni in cui

il tempo è codardo,

Sgrondano in me,

gocce di noia.

Brontolo e sbuffo,

ancora lì è la lancetta,

È lama per la mente,

assottiglia pensieri.

 

Assurda perfezione



E se fosse già

Dentro di noi

Questa assurda perfezione

A cui tanto ambisce l’uomo?

 

L’egoismo e la bramosia

Avrebbero già corroso

Questo assurdo concetto

 

Imperfetto

Già alla prima lettera che ho concepito

Ladra di cuori



Hai passato troppe notti ad ammirare il cielo,

Adesso nei tuoi occhi brillano le stelle,

Al vento del mare che di sabbia lascia il velo,

Hai strappato il soffio che gonfia le bianche vele,

 

Hai letto troppe storie di giovani innamorati,

Adesso nei tuoi baci ci trovi un po’ dei loro,

Dalla luce del sole che sbuca negli anfratti,

Hai raccolto i raggi che mutano pietre in oro,

 

Incontrando questo poeta, sei celata nelle sue strofe,

Scrivo io di te o tu stessa sei ideatrice di queste parole?

Riflessi



Nell’oscura luce dei tuoi occhi

Nuda, si specchia la luna

Splende nelle tue pupille

Come nell’algido mare

  di lei amo il riflesso.

Ragazzi sulle panchine • III°



La nostra banda

 

È sempre stato il posto più vicino

Per scappare

Dalle nostre vite

Dai nostri fottuti problemi

 

Siamo stanchi delle nostre guerre

 

E la sera stravolti

Alziamo bandiera bianca

Per poi tornare con il nuovo sole

Sul terreno di battaglia

] sogno [



Sogno un amore

Con parole di sguardi

E sesso senza corpi

 

Orgasmi di sorrisi

Viaggi di pensieri

Abbracci senza promesse

 

Sogno un amore

Per film Hollywoodiani

E poesie Dantesche.

L’uomo



Nudo nasce

Nudo se ne va… 

L’uomo]

O S A K



Non va sempre tutto…

…Nella stessa…

…Direzione…

…Me l’ha detto…

La poesia.

Il caso…

..Regnante..

…Assoluto…

…Dell’universo.

E la poesia…

…Suo scettro…

…Del potere.

Colei senza ragione



Raggiunta credevo fosse

la meta destinata,

da essa distava un passo,

mai è stata calpestata.

 

Perchè del vagare stanca,

i piedi ha voltato,

e intrapreso nuovamente ha,

la strada di casa.

 

Ma giunta alla dimora,

bussato non ha, la porta,

perchè scappar volea,

colei senza ragione.

 

Folle ed insospettabile vita.

 

《Ed io stupido

               Stupido!

Che facevo progetti》

Ragazzi sulle panchine • I°



Siamo sempre noi

Un passo dall’esser uomini…

 

Cresciuti insieme

Nello stesso quartiere

Tra quelle case e quei giardini

Che fanno parte di noi

Sono lo sporco delle nostre suole

E lo sfondo dei nostri ricordi

L’orizzonte ci separa



Non era una semplice fuga,

dalla quotidianità e rintocchi del tempo.

Non era la solita scusa,

Per reprimere la solitudine che ho dentro.

 

《Adesso ti ho perso

Insieme

Ad un po’ di me stesso》

 

Noi sulla spiaggia e le onde,

suonavano melodie per marinai.

Mare e cielo separati dall’orizzonte,

nelle scarpe, sabbia che non toglierò mai.

 

Sulle labbra, gusto di felicità;

Nel cuore, pioggia su arida terra;

Nella mente, un soffio di lucidità;

Al risveglio dal sogno, ti avevo già persa.

Felicità delle semplici cose



È proprio vero che la felicità sta nelle piccole cose.

Negli sguardi fugaci e nelle carezze dolci,

Nel caffè la mattina, nel profumo di rose,

Nei disegni dei bambini, sognatori precoci,

 

Negli abbracci di mamma e nelle lenzuola pulite,

Nelle serate col babbo, sigaro e amaro,

Nelle risate tra amici che restan infinite,

Nella pioggia che bagna cercando un riparo.

 

Semplice è l’esistenza umana,

Inizia e finisce,

Semplice così, come la felicità,

Chi ostinato la cerca, IMPAZZISCE.



Candele accese

Petali stesi a terra

Mi inoltro alla scoperta

Delle armoniose distese

del tuo corpo.

5:00 AM



Questa notte non dormo

Voglio restare da solo

Un pacchetto di sigarette

Un bicchiere di rum

E steso sul letto

Guardo il muro bianco

Pensando

 Agli scherzi della Vita

Ragazzi sulle panchine • IV°



E la sera ubriachi

Di alcol e risate

Tra una birra e una sigaretta

Il tempo ci scorre sulla pelle.

Piedi sui pedali



Ai 12, l’asfalto nelle ginocchia

rincorrendo un pallone di cuoio

nella piazza davanti alla parrocchia.

Le vecchie a messa, i ragazzi a l’oratorio.

 

È l’età dei primi ricordi nelle rime,

delle prime cazzate, amicizie e amori.

Nella testa, i ritornelli delle canzoni

cantati sotto calde piogge estive.

 

Ai 12, piedi sui pedali.

In discesa veloce, senza mani

Il vento scorre tra i capelli

Suono a tutti i campanelli

Corro . . .

Ed è già domani.

Vivo nei versi



Non basta

una vita sola.

Servirebbe vivere di nuovo,

per capire che dalla gola,

non passa il nodo

se respiri come un uomo.

 

Devi urlare,

abbagliare il cielo.

Vivere come un tuono.

 

Se la vita dura poco

 

Devi mostrar al mondo intero

che sei nelle tue parole,

non nella carne dell’uomo.

 

Lo specchio mostra il corpo dell’uomo

Le parole, la vita che vi è dentro



Credo

in Qualcosa di grande

che vive prima ed oltre la vita

Che chiude gli occhi

tra la fine e l’inizio del giorno

E non dorme

Mai

Cicatrici



La pelle ha memoria,

più dei diari,

delle foto, della storia.

 

Ha impresso il tuo passato,

le cadute, le botte,

le persone che ti hanno amato.

 

Le cicatrici sono fardelli,

del cuore sul corpo,

da indossar come gioielli,

Eterni, Pesanti,

e Saggi.

Un sogno sull’abete



La natura dà pace al mio vedere,

mentre la città si muove, lei continua a tacere.

 

Un palloncino giallo sulla cima di un abete,

voleva la libertà, grattava le unghie alla parete.

 

La natura qua, cresce tra le mani urbane,

selvaggio qua, è l’uomo che corre per le strade.

 

Un palloncino giallo colora il ciel del giardino,

Lui è il sogno sfumato di ogni cittadino.

Il sapore del viaggio



Questo sapore mi ricorda quell’ascetico viaggio,

in bocca è dolce … pungente, come sulla pelle la brezza di maggio.

 

È stato tutto vero?

Oppure della mente sono ostaggio,

imprigionato nella gabbia del miraggio.

 

Ricordo, procedevo con passo leggero,

tra le infinte dune del deserto caldo

e le funeste onde del mare di ghiaccio.

 

Questo sapore è maliconico e quel viaggio mi manca.

Oscillavo tra una fossa nera e una soave luce bianca …