G.84

 



Strappami il cuore

adesso,

non voglio più sentire

questo dolore.

Conficcami

un coltello nel petto

poi tiralo fuori

e guarda il mio sangue

sgorgare denso.

 

Non voglio più guardare

i tuoi occhi pieni di vita

nel tuo corpo immobile.

Non voglio più ricordare

i momenti felici

e sapere

che non torneranno mai.

Non voglio più provare

questa sensazione

di essere sola al mondo

incompresa

fraintesa.

Non voglio più aspettare

un amore

che non arriverà mai.

Non voglio più illudermi

che tutto andrà bene,

perché alla fine

va tutto uno schifo.

 

Guardo indietro

e tutto sembra grigio

nuvoloso

attraversato

da una luce metallica

che mi acceca.

Non vedo più la gioia

Solo rimorso

verità nascoste

impressioni sbagliate.

Vedo la mia immagine,

è sfocata.

I pochi che si accorgono

della mia presenza

non guardano oltre

quel riflesso distorto

e vanno avanti.

 

Uccidimi tu

perché se lo facessi io

sarebbe la scelta sbagliata.



Profumi anche più

della primavera.

Ode alle polpette



Mie care polpette,

Voi siete perfette.

Siete il pasto e lo spuntino giusto

Per sfamarsi e mangiare di gusto.

Che siate fritte o al pomodoro

Io vi mangio e mi ristoro.

Se non son vegetariana

È perché vi amo più del grana.

Siete la cosa più bella che ci sia,

Per la mia bocca siete una melodia.



Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende.

                                        negato si spegne.

Doccia



Sono pronta all’estremo atto

guardo dalla finestra

e penso

che spappolarmi sul marciapiede

mi toglierebbe ogni pensiero.

Ho il cervello annebbiato.

È ora di staccare.

Mi libero di ogni peso,

via i vestiti

ed entro nella doccia.

L’acqua mi bagna i capelli

poi il viso

scivola lungo i fianchi

e giù fino ai piedi,

cura le ferite sulla mia pelle.

Il vapore leggero

penetra fin dentro le viscere

e ne strappa via

tutti i dolori

che mi lacerano da tempo.

I cattivi pensieri

si sciolgono

sotto il flusso caldo.

Una sensazione inebriante

di rilassato torpore

si impossessa di me.

Niente più conta.



Sembra tutto più bello

in uno specchio opaco.



Scappiamo ora

In questa notte

Senza luna

Con i fari spenti

Nessuno ci vedrà

Fare l’amore

Sotto le stelle.



Io sono quel nastro

Inerte nelle tue mani

Scivolo tra le dita

Ci giochi un po’

Poi mi abbandoni lì

Sul bancone di un bar

Dimenticato da tutti

Vorresti che ti seguissi

Ma non lo so fare.



Mi piaceva il mio odore

Che si mescolava al suo.



Nei miei sogni tu mi parli

Mi ricordo la tua voce.

Nei miei sogni tu cammini,

Mi ricordo ancora adesso

Le tue ciabatte rosse

E il rumore che facevi

Nel venirmi a svegliare.

Svegliarmi ogni giorno

Non è più cosi speciale.



Forse non te ne sei accorto,

Ma non sono

Come tutte le altre,

Anche se non sono

Completamente diversa

Da tutte le altre,

Proprio come

Tutte le altre.