G.87

 



I can’t stay fixed to reality

I can’t see what’s not, just see what I want

Losing time thinking about

Then I’m just hundred steps head,

but in my head.



 

Avrei volto essere la tua bambina

E invitarti a giocare a biglia su ogni fossetta della mia schiena

mi chiedo se saresti bravo

Mi chiedi se sapresti trattenerti fino a domani

“È arrivato”

E alla fine arriva davvero, e come l’informazione passa da una sola uscita ed entra nelle orecchie di tutti

Così torno, non da te ma un po’ torno

Parrucca in testa e sorriso per mistificare il falso e ricordarti quanto è tutto vero

Quanto questi occhi pesanti spostano il peso della bilancia

Quanto questa bilancia ci ricorda di tornare

E pensare solo a me, me me me me tutti giorni come se fosse qualcosa di strano come se ci fosse un io e un voi che si sono scambiati e c’è da cambiare i soggetti ma nel temporale tutto si è mischiato e ritrovare me da una voglia sulla gamba non è facile

ἦθος ἀνθρώπῳ δαίμων 



Quelle due dita, che voi usate per godere,

io

me le ficco giù per la gola.

Nascondo nell’armadio l’acido che ogni giorno butto fuori, 

e sotto il letto. 

Un giorno lascerò che quest’acido mi corroda la faccia, 

io sono già andata.

Giocherò con la spina dorsale a fare il dinosauro e per una volta, 

non sarò invidiosa della fantasia, 

ma ne godrò.

Prenderò la mia cassa toracica e la userò per tirare una riga nel mezzo, 

e forse forse mi dividerò in due metà, che perfette non saranno,

Ma almeno libere..

La Papessa



Oggi vorrei stare sola a casa.

Girarmi uno spino e

perdonarmi.

 

Invece sono andata a lezione,

a fare la spesa,

in giro per bar.

 

La mia pelle è diafana e guarda,

non sono in possesso di alcun segreto,

perché sono vuota.

 

Ma sono la papessa e continuo ad accumulare,

mi faccio una maschera alla freddezza e

lascio le emozioni in pasto alla falsa noncuranza.

 

Una veste di seta turchese,

una tiara a cingere il mio capo.

Questo è tutto ciò che in fondo desidero.



Incontriamoci su un foglio bianco
così da lasciar perdere
la mia borghesia
e il tuo antagonismo,
il mio mutismo e
la tua utopia.
O piuttosto su un’isola deserta
dove le onde ci faranno
dimenticare del passato
Un po’ come un
battesimo.
Dove forse io,
non temporeggerei nel buio
mentre tu insisti per unbacio.
L‘altro giorno ti ho visto
nel tempio di un’altra dea
a compiere i tuoi voti
e ancora non sei tornato
da me,
mentre io sto qui, ad
aspettarti.
Così appaio invidiabile ai pellegrini,
statuaria,
i quali cercano la mia
benevolenza
con qualche dono,
mentre tu sei a suonare e
a ballare con le tue ninfe,
mai con me, mio amico
Pan.
Allora piuttosto resta lì,
sarò io a venirti a cercare,
nei boschi,
nella poesia.



Tutto

sarebbe solo palliativo perchè

ho un demone dentro che mi ha maledetto,

ogni volta arrivi da me, mio coraggioso Orfeo,

e non è il tuo sguardo a riportarmi negli inferi,

ma il mio demone troppo pesante.

II



Ieri, nel tuo monolocale
mi hai fatto sentire piccola così,
eppure non era il mio metro e sessanta,
né i tuoi poco meno di due metri.
Cerchi la complicità
e a quanto pare, non l’hai trovata in me.
Io cerco solo te,
e ora che siamo lontani il mio cuore trema,
ho bisogno dei tuoi occhi,
del sollievo di un tuo abbraccio,
per non sentirmi così piccola,
per non sentirmi,
Ma sentire solo te.



Portami in campeggio,

dove l’erba è alta

e ci possiamo infrattare.

Bugia



Ti penso
e scusami se lo faccio
so di non averne il diritto.

Il mio pensiero è cosciente e innocente,
è lineare, parte da te oggi
e arrivo a pensare a noi due al mare.
Alle onde che non riescono a prenderci
e il calore che non ci riesce a fermare.

Ti vedo nella mia mente
e mi chiedo cosa stai facendo,
chissà se ti è capitato di pensarmi allo stesso modo.
Con affetto ma senza brama,
costantemente ma con la libertà
di una ragazza che sogna ma non pretende.

Chissà quante volte ti avrò fatto starnutire .

MARY JANE



Il groviglio nella mia testa non cede

e il ricordo estivo lentamente scompare

dietro la mia stessa paura,

che non mi permette di ricordare.

Tu, oppressivo, non capivi

che le farfalle nel mio stomaco

erano fame

e la mia mente stanca cedeva,

cedeva all’unica amica rimasta.

Questo groviglio neppure tu sei riuscito a liberarlo

e oppresso dai miei demoni

sei crollato.

 

Su di me.

Veggie no Vegan



Non chiedere scusa per quella sfortuna

Anzi grazie per avermi fatto male a letto,

per avermi mostrato, davvero, la luna,

nonostante non fossimo su un tetto.

Credevo di essere inopportuna

Ma sdraiati nel letto,

mi preoccupavo solo della lacuna

lasciata da me in questo versetto.

 

Ma ora rimetti il disco da capo

e torna qui a farmi male.