G.94

 

Alba



Ridimensionare gli spazi
I propri
Quelli entro i quali
Ti muovi
Pensi
Crei
Vivi
Sopravvivi dilata la percezione
E una farfalla può volare
Su un fiore
Una bomba sfiorare una strage
E il sole sorgere ogni giorno

Muri



Trovare muri fa male
Allo stomaco
Al pancreas
Al fegato
Non trovare interrogativi
Fa vedere una sola
Stella
Strada
Foglia
Trovare argini
Fa nascere piante
Insane
Deformate
ristrette
Non vedere luce
Duole a
Occhi
Fronte
arti
Ma se da ogni non
non fai nascere un però
Sarai tu
il tuo muro
Il tuo argine
Il tuo buio



Il mutamento è il destino dei distorti.

Ragnatela



I fili Delle ragnatele
Costruiti Con dedizione e cura
Posizionati Con accuratezza
Negli angoli Delle abitazioni
O tra i rami Delle piante
A volte sono ponti
Altre ancora sono nidi
si servono della loro flebile resistenza
invisibili agli occhi umani
Sono come i fili dell’amore
Resistenti se curati
Nascosti agli occhi
Flessibili ed elastici
Non si rompono con uno strappo
sopravvivono alla tempesta
Solo se l’amore lo concede

Briciola



Abbiamo stretto la braccia
Fino ad annientare
Smarrire
Ogni briciola
Di te e di me
Per diventare un noi
Forzato
Ed esile
Per unire le nostre vite
Senza la concessione Delle Muse cantanti
Delle valli infinite

L’onda



L’onda si avvolge su se stessa
vive e subisce
il vuoto
Il vuoto è temuto
Contrastato
Allontanato
Nascosto appositamente
per non mostrare drammi all’esistenza
di chi non può comprenderlo
Ma il vuoto , la caduta sono liberi
E in quello stesso momento
Sei libero ed ingabbiato
Sta a te
Aprire le ali
O chiudere gli occhi

Farina



Un’anima
che cerca l’equilibrio
non può che annidarsi in momenti
di disperazione
Per affondarne le dita
come fosse soffice farina che
avvolge ogni millimetro del dito
che la tasta

Rosa



Nella tua stanza lancio spine
Quelle spine che mi lasciavi addosso
dopo una carezza e
dopo un urlo
Quelle spine il cui dolore all’impatto
mi rendeva rosa
volontaria e disperata

Primavera



Troviamo un ramo
Sediamoci con i piedi a penzoloni
A far l’amore
A diventare
Tronco e corteccia

Aspettiamo la pioggia
Per svegliare ogni foglia
E ricordarci
che basta Un po’ di vento
A svegliarci

Zucchero



Le mie mani scivolano

Come olio di ricino

In realtà

Sudo miele

Sotto la pelle



Cantare sotto pelle

È una questione

Di vene

O meglio, di sangue

Tutti noi cantiamo

Ma chi lo esterna con la voce

Ha un mezzo in più

Cantare sotto pelle

È per pochi

Perché pochi ascoltano

E pochi danno peso ai bisbigli muti.

 

AmpiaMente



C’è un prima è un dopo

Per ogni cosa

C’è vita e morte

C’è anima e inferno

L’impossibile

Sta nel non iniziare

Nel non finire

L’impossibile

Maledettamente

Accessibile

All’uomo

Sta nel sentire

E nel non allontanarsene

Blu



Stelle

Puntini bianchi in un mare nero

Diamanti intoccabili

Di sospiri

Osservatrice esterne

Muse impavide

Complici

Noi due

Due corpi che si cercano

Due cuori che provano a conoscersi

Due mani che cercano intrecci

Disperati

Ma distratti

Vogliosi

Ma inconsapevoli.

Distanza



Due anni adesso

Che sono lontana

Con il corpo

Alla tua energia

Le strade sulle quali i miei piedi

Camminavano

Sono ormai lontane

Nella mente

Gli alberi che si facevano scrutare

E vivevano nelle mie pupille

Come segni indelebili

Ora

Sono vivi in occhio di altri,

glielo concedo.

Quelle montagne

Le mie adorate montagne

Sono dentro cuori di altri

Ed io mi sento

un’estranea a parlarne

ad amarle

a sentirle assenti dentro.

Tornerò a sentire quanto vivono anche senza di me

E a non sapere

Se poterle tenere

Nel mio cuore

 

 

Nuvole



Lascio alla perplessità

i miei momenti di luce

Lancio sorrisi al cielo

Cercando nuvole nude

Che mi dicano

Di che colore sono

Cerco risposte

E appena le trovo , mi sfuggono

Tranne quelle delle nuvole ,è chiaro

Quelle sono limpide e schiette

Fanno male per quanto sono incisive

Arriva un momento in cui la limpidezza ,

Trovarla , riconoscerla come tesoro

È doloroso

Ma è gioia .

Può la gioia creare dolore ?

Succede solo a questa Giulia

Farneticante

Confusa

Liquida ?

 

Cielo



Il cielo

È soggetto dei miei giorni

Non è semplice sfondo

Il cielo

È il mio sentimento

Che nasce davanti ad un fiore

Che combatte l’autunno

Il cielo

sintetizza i miei sentimenti

Ed è un materasso sul quale atterrare

Quando vado più su

E i piedi si staccano

Il cielo segue i miei passi

E li trasporta

E se tu diventassi cielo?

E se tu fossi ciò che il cielo mi fa sentire ?

Il cielo segue i miei drammi

Il cielo sorride ai miei sorrisi

Ascolta e cambia

Rendendosi metafora

Dell’unica costante della mia vita

 

 

Confusione



La confusione

Da cosa nasce la confusione?

La confusione nasce forse dall’eccesso?

Forse sono i tempi sbagliati ?

Oppure è solo parte di questa molteplicità che ci circonda

E ci opprime

Me mettiamo un punto.

La confusione è solo quel che vuoi

Che non riesce ad uscire

La confusione è quel che sei

Che non trova spazio

La confusione  è’ inadattamento’

Esiste?

La confusione è quel che fa volare i coriandoli

Solo questo.