G.99

 



Datemi un poeta,

La poesia già ce l’ho.

Poi ci penso io.



Sei su di me

Tigli in fiore

baci dappertutto



Se solo sapessi che ancora mi aspetti

Andrei lontano per tornare giusto in tempo,

E per la voglia di baci,

Di baci dappertutto

Tornerei,

Se solo sapessi che ancora mi aspetti.



Di parole ne abbiamo spese troppe

Ma di baci mai abbastanza



Resta ancora

Non andare,

Di tempo per rimanere svegli altrove

Ne avremo domani.

Ma ora diamoci soltanto in pasto alla notte,

Ubriachiamoci di stelle

E mangiamoci l’alba,

Finché non ti sveglierai

Con i miei occhi

E tutto il resto addosso.



Ogni volta che ti vedo

Torno a casa



Percorriamo deviazioni illogiche,

Separazioni obbligate da chissà quale destino.

Ma dopo la vista di altre albe,

Altri tramonti

Torneremo,

E saremo ancora qui ad aspettarci

Fino all’attimo prima del troppo tardi.



Manchi come

Manca il tuo a me

Sfiorare prima che la notte iniziasse a

Sfiorire



Chiedimi se ti ho amato

E ti parlerò delle montagne più alte,

Del mare più profondo;

Così come i ricordi riempiono ora

Gli spazi vuoti delle parole che mai ti ho detto.

 

Ed ora che il tempo inesorabile scorre

Parlo di te come di vetri rotti,

Di ferite ricucite dell’acqua del mare.

 

E la somma dei secondi che segnano il mio viso

Come le lacrime che lo solcano

Non sono che tracce

Che a lungo è stato

E che ancora è

La voglia che di te a me uccide.



Da quando ti sei voltato

Ogni secondo ne vale uno eterno



Pensandoti stasera

Piango sangue amaro.

Mi brucia sul volto

come sale sulle ferite.

 

Beata gioia che torni

Con le tue dita fra i miei capelli

A dipingere di verde il buio dei miei pensieri.

 

Così

Tormentata, commossa, viva,

Al pensiero che ancora mi cerchi

Mi addormento.



Pensarti a quest’ora della notte

Suscita in me parole stonate,

Romantiche

Nostalgiche

Un po’ banali.

 

L’incastro perfetto

Dei nostri corpi sdraiati vicini

Era la certezza

Che quando dormiamo amiamo soltanto.