I.11

 



Lasciati amare

O lasciami andare.



Neri gli occhi
come il mare
che avevi dentro.

Le iridi, come argini per le onde
Le ciglia, come pesci saltellanti
Il mio riflesso, come una barca

che

è naufragata nel
cupo mistero che
sei.

Poesie dell’amore compiuto



Siamo carne
che lentamente
si lascia andare
all’unisono
in una danza
che ha ogni volta
lo stesso
piacevole
ritmo



Il possesso
non è altro
che il trasferimento
del nostro amore

dal cuore alla pelle.



I kiss his neck without asking.

In my ear
his breath
grants
my permission



Se dovessi scegliere
vorrei ti innamorassi
di me
non di un’altra
in una bar
di quelli anni 80
con le pareti colorate
le tende floreali
gli anziani che giocano a tressette
e il barista attempato
che loro sanno sempre tutto
e lo capirebbe subito
che ti stai innamorando
di me.

Se dovessi scegliere
vorrei ti innamorassi
di me
in un bar
magari a colazione
così ti resta tutta la giornata
per pensarmi
per pensare
che forse
sono quella giusta
per te.

Se dovessi scegliere
vorrei ti innamorassi
-sempre di me-
mentre ordini un caffè
uno lungo
anche se
a mio parere
una tazza di caffè lungo
dura comunque troppo
poco
per spiegarti in due sorsi
dei lepidotteri che
sono immigrati
nel mio stomaco
che a giudicare
da quanto si muovono
sono inquieti.

Allora facciamo così:
diamo pace
ai lepidotteri
e liberiamoli!

L’unico modo
è che
tu
ti innamori
di me
e poi
ci diamo
un bacio
a forma
di retino.



A mia discolpa
direi che
la colpa è tua.

Sorridevi
e mi scardinavi l’anima.
Dicevi le cose giuste
quando ne avevo bisogno.
E quando mi lasciavi dormirti addosso
il giorno dopo
succedevano quelle cose che
non avrei mai immaginato
potessero accadere al mattino.

Come prepararti il caffè
come canticchiare sorridendo
come un mondo migliore.

A mia discolpa
direi che
la colpa è tua.