I.20

 



Io non ho colto l’attimo.

Non l’ho colto, no.

Ma l’ho coltivato con amore, passione, dedizione.

L’ho coltivato perché fruttasse e ci fossero non un attimo, bensì dieci, venti, trenta attimi.

L’ho custodito perché non si disperdesse nel nulla.

L’ho preservato perché non si danneggiasse.

L’ho coltivato, custodito, preservato, ma non mi accorgevo che tutto intorno stava morendo.

Tutto intorno appassiva e insieme appassivo anch’io.

Ma l’attimo poi è fruttato, oh sì.

Da un solo attimo è nata una miriade di attimi.

Una nuova nascita, una nuova era, dicevano.

Così è stato.

Tutto è rinato con il fruttare dell’attimo.

Io sono rinata.