I.24

 

7 Giugno



m’innamoro del tramonto
solo quando vedo l’alba
perchè quando c’è un inizio
la fine non esiste.

25 Aprile



Coscienza
con voce di donna
tuona all’inferno
chiedendo di me

Ma io son lontano
e, sciolto nel vizio
parlo coi muri di te.

12 Ottobre



come il vento stuzzica la barba
tu mi solletichi la fantasia
e lei ride così forte
da sputarmi in faccia le parole
che io con calma poi raccolgo
per stenderle sul foglio.

Mi emoziona l’odor salmastro
le alghe naufraghe a Priaruggia
ho visto piovere in un posacenere
e l’acqua farsi nera
come il cielo in questa notte
come gli occhi della morte
come il mio umore
se ripenso ai chilometri
che separano i nostri cuori.

Parlar con te m’era mancato
perchè torno a casa sempre diverso.

9 Maggio



Vorrei scrivere
ma i tuoi baci si portan via
tutte le parole che ho in mente.

 

5 Novembre



Saró sempre sale
sulle tue ferite
di mia proprietà.

13 Dicembre



Dio si è perso per Bologna
tra le luci dei locali
e mi è apparso tra le droghe
con la voce di mia madre.

21 Giugno



Un’altra notte violenta
le urla i pugni i vetri per terra
il pensarti mi ostruisce le vene
e io voglio sempre più bere
che tanto poi vomito
la giostra si ferma
e tu sei ancora lì
su quella panchina
alle tre del mattino
a sradicarmi la vita dal petto
con quel tuo sguardo vitreo
che ancora adesso se ci penso mi inquieta.

Ti ho persa come ti ho trovata
perchè tu eri donna
ed io ancora un bambino.

4 Agosto



Se non comprendi
Il male che mi fai
Sfiora le ali a una farfalla.

 

9 Gennaio



mormori nel vento
ed io ti sento
mentre cerco fra la folla
una cura al mio dolore
e mi perdo fra i ricordi

 
Sospiro

 

Mi manca ballare con te
ad un bacio di distanza
respirare a pieni polmoni
l’odor della pelle tua
credendo ingenuamente
che tu non te ne accorga

Era bello navigare spensierati
a bordo del tuo sorriso
che esplodeva all’improvviso
colorandomi la vita

non ho smesso di sanguinare
e non esistono garze
posso solo coltivare le ferite
e far fiorire poesie
addolcire l’amara realtá
resistendo alla morte così
senza vivere davvero mai.

È mezzanotte
e mi sento mezzo anche io
sprofondo ubriaco
su una soffice poltrona
di un teatro chiuso al pubblico
L’orchestra tace, gli strumenti dormono
e il silenzio che mi avvolge
è lo stesso
che hai lasciato tu
l’ultima volta che ci siamo visti
per dirci addio
in disaccordo.

 

TRENITALIA



Ho scritto il tuo nome
sul vetro di un treno
perchè avresti voluto viaggiare per sempre
E invece
Ci scusiamo per il disagio.

17 Aprile



Immergo il cuore
nel colore dei tuoi occhi
così ad ogni battito
mi dipingi l’anima.