I.24

 

Invidia



Riciclo il vostro odio

in versi d’amore

tutto si trasforma

e nulla mi distrugge

 

Nero su bianco



C’è un pianoforte bianco
con una firma nera
come il tuo colore preferito.
L’hai trovato per caso
e ti sei innamorata
della melodia del suo silenzio.

C’è un pianoforte bianco
un poco scordato
il cui suono
adesso
percorre ogni mio capillare
e stipula la pace
tra l’anima e il corpo.

C’è un pianoforte bianco
e la tastiera è una strada di campagna
che tu percorri ogni mattina
ed io ascolto i tuoi passi
suonar la mia canzone preferita.

C’è un pianoforte bianco
custodito tra le mie costole
sai suonarlo soltanto tu
amore mio
puoi suonarlo soltanto tu.

Cardiopalma



mormori nel vento
ed io ti sento
mentre cerco fra la folla
una cura al mio dolore
e mi perdo fra i ricordi.

 

Sospiro

 

Mi manca ballare con te
ad un bacio di distanza
respirare a pieni polmoni
l’odor della pelle tua
credendo ingenuamente
che tu non te ne accorga.

Era bello navigare spensierati
a bordo del tuo sorriso
che esplodeva all’improvviso
colorandomi la vita.

non ho smesso di sanguinare
e non esistono garze
posso solo coltivare le ferite
e far fiorire poesie
addolcire l’amara realtá
resistendo alla morte così
senza vivere davvero mai.

È mezzanotte
e mi sento mezzo anche io
sprofondo ubriaco
su una soffice poltrona
di un teatro chiuso al pubblico.
Tutto tace, gli strumenti dormono

e il silenzio che mi avvolge
è lo stesso
che hai lasciato tu
l’ultima volta che ci siamo visti
per dirci addio
in disaccordo.

Alcolica



Ho cosparso di benzina
ogni vena secca e incline all’odio
del mio apparato circolatorio
ed una sola, quella poetica
ha oscurato gli astri nella notte
e ancor l’incendio non s’arrende al tempo.

In questo bruciare
nel mio farmi cenere
per poi risorgere
io ho incontrato te
sangue fresco
trasfusione liberatoria
celere che sgombera le arterie
dai miei ricordi freddi.

Ora il treno rincorre la mia fantasia
fugge da se stesso
per poi tornare al punto di partenza
e così mi pare di viaggiar con te
che sembri conoscermi da sempre
perchè il tuo carattere è come il mio

e mentre il paesaggio si trasforma

ti scrivo indisturbato.

Il cielo ieri notte era come un palco
con la luna a dirigere l’orchestra
e le stelle a danzare luminose per noi.

Non ti ho mai detto
che la costellazione dell’orsa maggiore
è la mia coreografia preferita
e a volte capita
che nel corpo di ballo
qualche stella sia inesperta
e perda l’equlibrio
cadendo ai piedi del pubblico
graffiando il cielo come carta
in un tonfo delicato
sovrastato dagli applausi della gente
ignara di aver assistito alla sua morte.

Non mi hai mai detto
cosa cerchi quando osservi il cielo
quali sono i tuoi pensieri
eppure con le tue idee
io ho già scritto un calendario
ed ogni giorno mi porti in vacanza
in un posto diverso
perchè sei poliedrica
ed io innamorato di ogni tuo lato.

Tormentata



Un’altra notte violenta
le urla i pugni i vetri per terra
il pensarti mi ostruisce le vene
e io voglio sempre più bere
che tanto poi vomito
la giostra si ferma
e tu sei ancora lì
su quella panchina
alle tre del mattino
a sradicarmi la vita dal petto
con quel tuo sguardo vitreo
che ancora adesso se ci penso mi inquieta.

Ti ho persa come ti ho trovata
perchè tu eri donna
ed io ancora un bambino.

 

Trenitalia



Ho scritto il tuo nome
sul finestrino di un treno
perchè avresti voluto viaggiar con me per sempre
E invece ora
Ci scusiamo per il disagio.

Pittoresca



Immergo il cuore

nel colore dei tuoi occhi

così ad ogni battito

mi dipingi l’anima.

Salmastra



come il vento stuzzica la barba
tu mi solletichi la fantasia
e lei ride così forte
da sputarmi in faccia le parole.

Mi emoziona l’odor salmastro
le alghe naufraghe a Priaruggia
ho visto piovere in un posacenere
e l’acqua farsi nera
come il cielo in questa notte
come gli occhi della morte
come il mio umore
se ripenso ai chilometri
che separano i nostri cuori.

Parlar con te m’era mancato
perchè torno a casa sempre diverso.

Felicità



Vorrei scrivere
ma i tuoi baci si portan via
tutte le parole che ho in mente.

 

Emorragia



Saró sempre sale
sulle tue ferite
di mia proprietà.

MDMA



Dio si è perso per Bologna
tra le luci dei locali
e mi è apparso tra le droghe
con la voce di mia madre.

Introversa



Leggimi le tue poesie

timide come i tuoi pensieri

che non cercano mai nessuno

per paura di disturbare.

Farina



Se non comprendi
Il male che mi fai
Sfiora le ali a una farfalla.

 

Μελτεμι



S’arriccia alacre l’onda

ispumeggia lusingata

carezzata dal Meltemi

ed orpella fra le cosce

l’inquinamento dei natanti

rigurgitando a tradimento

liquami e mozziconi.

Infine, accetta il suo destino

e s’addormenta tra gli scogli.

 

 
Bianchi sepolcri rilucono al sole

profuma di vita il camposanto

ed il frinir delle cicale

anima date e foto

di chi ha varcato il confine

e non conosce più paura.

 

 
Un gabbiano volteggia, sfrutta il vento

si esibisce come un acrobata per il turista

mettendo in mostra il fulgido piumaggio

prima di sparire all’orizzonte

e non tornar mai più.
Accendo l’ennesima sigaretta

lascio che la fumi per me il vento.

Mi piace immaginare

che sia Dio a porre rimedio

alle conseguenze dei miei errori

soffiando sul tizzone acceso

consumando il mio vizio senza consenso.

Eppur mi piace soprattutto

dimostrar che a giochi fatti

nemmeno lui
ha voce in capitolo sul mio destino:

me ne concedo subito un’altra ancora.

 

 
In questa oasi

al riparo dalla gente

scevro d’ogni pesantezza

rivolgo lo sguardo oltre il mare

che oggi sembra emularti gli occhi

con le sue sfumature mediterranee

e non sento di temere

nè la vita nè la morte

ora che la solitudine ha abdicato

e sì, siamo rimasti soli

ma solo io e te.

 

 

 

Ipocondriaca



Ho imparato un’altra lingua
innamorandomi di te:
non esiste infelicitá
nel suo vocabolario.

Osservatrice



m’invaghisco del tramonto
solo quando scruto l’alba
perchè quando c’è un inizio
la fine non esiste.