I.25

 

Cups



Riconoscersi,

prima degli altri , prima del resto.

La sottile curve di attenzione sulla fronte,

quando mi ascolti con tutta te stessa, ma senza sforzi.

L’incastro di trovarsi nello stesso modo, con lo stesso tempo.

Le dinamiche delle dimostrazioni

e di quelle d’affetto.

A diversi paralleli,

ti aspetto al caffè in Piazza.

 

 

Ventagli



Sto raccogliendo i difetti che riesco a ricordarmi di te,

li metto insieme,

c’è la scelta giusta in mezzo.

Sono uno dietro l’altro, tutti in ordine.

E’ un ventaglio di cose che non sono migliorate,

di cose che stridevano,

è un ventaglio che adesso non fa aria nuova.

Domani forse.

 

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Lei era la mia memoria

era nelle cose scostanti e senza coerenza

era nelle attese prolungate che cambiavano strada con i suoi pensieri

era nei timbri di qualche cantante sconosciuto

Lei era nelle cose che me la ricordavano

E lei sapeva tutte quelle che non ricordavo io

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Di quelle fiabe impossibili,

del tuo modo di rendere la magia reale,

della farina di cui avevo sempre sporche le mani,

Dell’amore che mi hai sempre dato senza misura,

Di quello che spero di averti ridato senza condizione.

La memoria che con te si confonde sempre con il profumo di the.

Scrivo di questo, per te



Negli spazi che mi dimentico di riempire,

Che non sono programmati,

Che non hanno una scaletta,

Torni come sottofondo.

C’è un ritornello

dove vedo a ripetizione

tre fotogrammi

e nessuno è nitido.

Sorridiamo