I.35

 



È da tempo

che non ho più niente di te.

Non ho più il tuo odore sui vestiti,

non ho più i tuoi sorrisi nascosti,

non ho più i tuoi baci sulle labbra,

tantomeno i tuoi occhi addosso.
È da tempo

che non ho più te.

Ma allora perché sei qui?

Perché ti vedo nelle strade in cui mi tenevi per mano?

 

Vattene, ti prego,

che se fosse per me,

tutto questo spazio tra me e te

si ridurrebbe al mio viso sul tuo petto

e i tuoi occhi sul mio cuore.

11:11



Io non ti penso alle tre di notte

quando non ho altro per la mente,

quando tutti dormono,

quando non ho distrazioni.

Io ti penso quando giro l’angolo e spero di trovarti lì,

ti penso quando qualcuno prende il gelato alla nocciola,

ti penso quando guardo il mio riflesso allo specchio,

ti penso quando rido davvero,

ti penso quando ho mille persone intorno,

e capisco che è inutile combattere,

che tu sei lì,

esisti e persisti

nei desideri che esprimo alle 11:11.



Voglio solo

sentirmi normale;

come se non

dovessi

annientare

in una

quantità

infinita,

insensata,

inutile

di atomi.



Ci sono sguardi
dai quali non si può scappare

E ci sono sguardi
che non si smette mai di cercare