I.36

 

Dalla mia finestra



La mia finestra ha la visuale

su di un porto di antenne a specchio

che resistono maestose

ad ogni umore del cielo.

 

E là dove non vedo,

oltre i confini dei tetti,

un bagliore roseo

si fa strada

tra le soffici nubi

fino a queste antenne,

che riflettono

il coricarsi lontano del sole:

riflesso che primeggia

sul cupo sfondo

di un cielo che sta per

piangere.

 

Sei per me una di quelle antenne:

specchio di un tramonto nascosto

nel mezzo della tempesta.

 

Sei per me certezza di luce

tra le più buie delle mie paure.



Quanto è profondo

il tuo mare?

 

(Mi ci farai

annegare?)



Come la neve a Bologna

in silenzio

invadi i miei portici,

ammorbidisci i miei spigoli,

fai di ogni mia cosa

poesia.

 

Come la neve a Bologna

con delicatezza

fermi il mio tempo,

mi distendi i pensieri,

attutisci il rumore

della mia mente.

 

Con timida grazia

leggero e incostante

ti posi sulle mie mani,

imbianchi i miei

sogni.

 

Come la neve a Bologna

inattesa

un lunedì di Novembre:

mi incanti.

Pensilina



Dopo anni

ad attendersi

si è avverata

inevitabile

quella certezza

di aversi

 

Deserto



Linea sinuosa come fianchi di donna

su sfondo blu

in un dipinto post-impressionista:

confine di duna.

 

Assaporare il silenzio

e rinchiudervi miliardi di voci;

Seppellirti nel mezzo del nulla

per non poterti più toccare

nemmeno con il pensiero,

nemmeno.

 

Dare consistenza

ed esistenza

e significato

ad ogni granello di sabbia,

ritrovando il corrispettivo

nel cielo:

per ogni chicco

una stella o più;

ad ogni cometa

un sogno.

 

Ma i desideri quanti sono?