I.44

 

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chissà come mi sembra di essere sospesa
tra un gradino e il niente
tra l’apatico e il vivente

districami le lacrime
con gentili parole
mi bastano quelle
per riscoprirmi di nuovo,
per riscorpirti di nuovo
per ritornare indietro
tra capriole di fumo e singhiozzi forzati

non mi basta vivere di attimi scontati
ho bisogno di bere da quella fonte di imponderabile stravaganza
che da sempre mi tenta, mi chiama
aumenta il fuoco che in me cresce ed avanza

spogliamoci insieme
dei nostri vestiti d’inibizione
e ti prego, cantami quella canzone;
ti ascolterò sempre

 



ci vuole coraggio a volermi bene
quando ho veleno, non più sangue
nelle vene

vita ovattata (2)



Malinconici sospiri
per non piangere rilasci
E ti spegni e

Ti rilassi, in un’aurea di tedio,
ti nascondi e non ti vedo
nonostante ti cerchi in ogni tempo
E allora, non trovandoti,
t’invento.

Così, fantasticando,
ti immagino più allegro
che mi guardi e finalmente
anch’io

ti vedo.

vita ovattata (1)



il tempo ha cancellato
l’imbarazzo di una volta
la tensione è morta
per lasciare spazio
a silenzi disinibiti,
ad attimi di ebbrezza
rapiti nel rosso di una sera.

com’era?
“guardami in silenzio, non parlare”
io, nella mia bolla,
continuo a camminare

Il dolore che indossiamo d’inverno



La pioggia ingrigisce la città
e così i nostri sguardi
persi in chissà quali strambi istanti
di vita sbiadita

Le mani distanti,
precipitosamente ti evito
fisso il vuoto
non mi muovo
e a tratti mi manchi

Rame



I fluttuanti capelli

ti fanno dea,

e rendono i tuoi dolori palpitanti

come il rame della tua chioma.

Sei arte,

nata dalle acque,

così vicina al Sole

che lo rifletti come fossi granturco.

Sei l’urlo

della tua voglia di vivere.

Sei devozione,

Sei passione,

Sei speranza.

Sei pura vita.

Arenaria



Quando mi tocchi

le tue dita

gocciolano lacrime

che trasformano tutto in un mare salato

dove tentiamo di nuotare

ma affondiamo

perché i nostri cuori sono pesanti:

troppo pieni di sabbia

di rimorsi

e di segreti.

Piombo



Ogni tanto dovremmo fermarci

e respirare.

Guardare il cielo plumbeo che s’abbraccia all’imbrunire

di quel colore

che solo l’inverno sa regalare.