I.44

 

vita ovattata (2)



Malinconici sospiri
per non piangere rilasci
E ti spegni e

Ti rilassi, in un’aurea di tedio,
ti nascondi e non ti vedo
nonostante ti cerchi in ogni tempo
E allora, non trovandoti,
t’invento.

Così, fantasticando,
ti immagino più allegro
che mi guardi e finalmente
anch’io

ti vedo.

vita ovattata (1)



il tempo ha cancellato
l’imbarazzo di una volta
la tensione è morta
per lasciare spazio
a silenzi disinibiti,
ad attimi di ebbrezza
rapiti nel rosso di una sera.

com’era?
“guardami in silenzio, non parlare”
io, nella mia bolla,
continuo a camminare

Il dolore che indossiamo d’inverno



La pioggia ingrigisce la città
e così i nostri sguardi
persi in chissà quali strambi istanti
di vita sbiadita

Le mani distanti,
precipitosamente ti evito
fisso il vuoto
non mi muovo
e a tratti mi manchi

Rame



I fluttuanti capelli

ti fanno dea,

e rendono i tuoi dolori palpitanti

come il rame della tua chioma.

Sei arte,

nata dalle acque,

così vicina al Sole

che lo rifletti come fossi granturco.

Sei l’urlo

della tua voglia di vivere.

Sei devozione,

Sei passione,

Sei speranza.

Sei pura vita.

Arenaria



Quando mi tocchi

le tue dita

gocciolano lacrime

che trasformano tutto in un mare salato

dove tentiamo di nuotare

ma affondiamo

perché i nostri cuori sono pesanti:

troppo pieni di sabbia

di rimorsi

e di segreti.

Piombo



Ogni tanto dovremmo fermarci

e respirare.

Guardare il cielo plumbeo che s’abbraccia all’imbrunire

di quel colore

che solo l’inverno sa regalare.