I.45

 



nel buio sempiterno del mio cuore

sei la scintilla di tutte le luci

 

ardui compiti



Dar voce all’aria

soffiando controvento,

voler mostrar l’oceano

cogliendo l’acqua tra le mani,

spiegare il cielo

guidando un aquilone.

Far urlare il cuore,

premendo inchiostro sulla carta.

 

Rima senza gioia



Nella notte incubi

da riporre al mattino

in quel cassetto ormai svuotato

dai sogni di bambino.

Quelli che riuscivi a fare

quando indisturbato ancora

sapevi correre e sperare.

Adesso tutto corre fino a dentro

esce solo quand’è buio.

Urla forte, non ti sento.

Giovinezza



Giovinezza,

che s’assapora quando passa.

Giovinezza,

che s’illude senza inganno.

Giovinezza che ignora il sole,

giovinezza che si scalda la notte.

Mai ci sarà

più duraturo segno

della tua fugace ingenuità.



Benvenuti uomini mascherati,

dal tempo diseredati,

con l’orologio spento,

è giunto ora il momento

di svestirsi delle proprie epoche!

Le tavole ormai ammuffite,

di gloria prima rivestite,

a narrar grandiosità,

spezzatele senza pietà

e non abbiate paura di distruggere

persino voi stessi.



Fisso il mio volto nello specchio

ma non mi riconosco affatto

e un po’ mi piace, sì lo ammetto

perché sul serio io non voglio

avere a che fare con me



L’amore è la tragedia dei sensi

consuma le interiora, lascia

cicatrici come fossero baci.

L’amore è vivere

con la costante angoscia

di smarrirsi tra le tue parole,

è lasciarsi andare

nel baratro di rêverie

di te che rimani

di te che fuggi.

Accanto a te il mondo scompare

crolla, non accade.

Mi basta un momento e

mi distruggo anche io.



La vita mi scorre davanti agli occhi

Allora mi fermo

La osservo

Provo a comprenderla

Lei non si accorge nemmeno che esisto



La cenere nel camino

spento da ore.

Una vasca piena

d’acqua gelata.

La candela spenta

senza nemmeno più fumo.

Il deserto

in una notte senza vento.

Il vuoto

dentro e fuori di me.

Un nulla palpabile

quello che ho intorno.

Il non essere

non è altro che una sensazione.