I.48

 



La poesia mi ha ridato la speranza

che l’eroina m’aveva portato via

Lontano da casa



Conoscersi come se si fosse appena nati

lontano dai lupi, lontano dagli errori

lontano dalle anguste e angoscianti condanne.

Sentirsi nuovi

liberi di dire

Piacere, sono

me con



Lascia che colori la tua rabbia

Concedimi di portarla al mare

Sarò io il tuo corpo pronto ad annegare

Amori estivi



Cosa resta dell’estate ruggente

Dei tuoi lunghi capelli bagnati

Delle mie paure abbronzate

Della tua pelle disegnata tra le mie mani tremanti

Cosa resta

Se non l’ultima goccia in fondo al bicchiere

ammaliata dal flebile fruscio dell’ultima foglia

che, ingenua, s’aggrappa su di un ramo ormai insecchito

Cosa resta del vellutato sipario

Se non la parola fine

Cosa resta di tutto ciò

Se non la nostalgia pronta a rifiorire?



Sono andato lontano

E ti ho ritrovato

Ho ammirato cieli infuocati ed esplorato roventi ghiacciai

Ho visto milioni di volti e abbracciato miliardi di anime

E ti ho ancora trovato

Ho saltato

Ho vissuto

Ho sognato

E ho perso

Ma ti ho sempre ritrovato

Ho scavato

Ho negato

Son tornato

Non c’eri più

مرور



S’ingorga la notte delle parole non dette

dei pensieri nascosti

dei versi mai scritti