J.02

 



Farò la punta al mio cuore
per abbracciarvi e ferire

di semaforo in semaforo
darò gratis il mio terrore

vi spalancherò il petto
per farvi entrare nel dolore

sparendo dietro gli angoli
sarò vostro
poi, fantasma d’amore

vi farò sentire di finire
vi verrò a morire sul portone

vi perdonerete
per la deglutizione tumorale?
per le sue mani solo sfiorate?

vi perdonerete
per la ferocia della routine?
per queste nostre case immobili e disperate?

Quando ve ne andrete?
Ce ne andiamo?



Y tu distancia permanente

y tu voz de helado y frutas nuevas



Sale la notte fino alla gola

di pietra le ossa

di vetro la nuca

 

la notte mi beve

affogo sott’aria

 

e mentre mi rompo

la pelle schiantata

 

decido che no,

ricucio la strada.

 

***

 

M’invento mattina, mattina inoltrata

preparo il caffè, tiro su una persiana…

 

con gli occhi scampati

nella pancia una campana

il buonumore spacca i vetri

y mañana sera otra vez y siempre

mañana



Doucement en finir avec la vie

et commencer avec l’amour,

qui est la mort.



Così come piove

mi è chiara

l’assenza di messaggio.

Il mondo non mi si dà in musica stanotte,

è slegato rumore.

Non cerca di darmi, cifrata,

alcuna chiave di volta.

Non c’è dietro l’angolo

alcun gatto del destino,

nessun’antica proposta

avanzata dalla notte,

nessun biasimo

nessuna buonanotte.

Così come piove

- con calma, scontata

passa un’auto qualsiasi

qualsiasi è la strada.

Non mi faccio virente

non sono piccina o lontana, impotente

così come piove

non cambio nemmeno

non succede niente.



L’aria che avevi!

La disinvoltura

con cui stavi al gioco.

L’inarrestabile discorso

che il tuo corpo intratteneva col mondo,

da un punto che è il centro e l’uscita di tutte le stanze.

Mi fai ricordarmi di me,

del mio corpo e del mio discorso,

delle solitarie e più belle avventure,

della recita e del balletto con cui intrattengo il mondo.

Si fatica ma piace

giocare a giocare.

Foss’ anche per un giro di bicchieri,

tesa voglia sospesa mi sei,

sotto il cielo di questa città mare.



Vorrei oggi, sotto questo cielo così piatto,

sotto queste nubi così grandi,

sotto questo ombrellone,

sotto questo tettuccio di lettino, dormendo, assumere altra vita in altro luogo.

A metà di una fronda, esposta ad est, sicura del momento, senza scoppi né grida,

dar frutto.



Di cosa scrivere?

Di questo cuore?

Di questa voglia? Di tutti voi?

Di questo incredibile concerto che fa la lavatrice al piano di sotto?



Io lascio sempre la finestra aperta

però di questo mi vergogno

per esempio se qualcuno viene in camera mia e dice:

brrr che freddo, hai la finestra aperta!,

io dico: è vero! Me la dimentico sempre!

Però penso: appena te ne vai la riapro subito.