J.11

 

Per Bill



Agli assunti,
ai preconcetti,
alle mani avanti,
alle premesse.

Ai principi morali,
a chi non transige,
al garantismo
e al politicamente corretto,

qualunque sia la vostra bandiera:
io non sono d’accordo, io dubito
di voi e del vostro enunciatore.

Non sopporto le verità da scaffale di supermercato,
il Bignami che viene puntualmente sfogliato
come coda di un pavone impagliato.

Lasciatemi libero di prendere del mondo
quello che voglio io,
un tot al chilo
senza badare a voi o al salumiere
e al suo:” Che faccio, lascio? “

Montale e K.



Non dire la parola

che rimedi ai miei rovelli,

non vorrei questa volta

mi faccia naufragare.

 

Mi spezzerebbe il cuore

vederti ferma tra i flutti che infuriano,

sola sul molo,

senza obolo per chi di dovere.

Ragazza alternativa



Sei la mia alterativa:

la mia discoteca di silenzi;

il museo dei nostri sguardi

o almeno dei tuoi occhi verdi.

Amo sfogliare le pagine della tua pelle

mentre le mie mani percorrono le autostrade

lunghe e tortuose delle tue braccia

e nuoto nella linea dell’orizzonte delle tue ciglia.
E anche se non ci sei,

rimani il mio sogno preferito,
ad occhi aperti,

prima di prendere sonno.

Requem for a dream



Vai,

nascondi al tuo animo

la bellezza nelle tue mani:

non esiste più. Il tuo sogno

l’ha soppiantata ormai.

 

Lo spiraglio della serratura

t’ha accecato, e tu vai.

Vale la pena incespicare

per quella sagoma,

ogni caduta sulla via verso di lei

farà meno male della tua inerzia.

 

Appagato dalle delusioni e euforicamente stordito

continua: per quella luce vale ben la pena spegnersi.