J.12

 



che ridere la vita

mi diverte un macello

ma quando son felice

mi sento fuori luogo

mi sento come un pezzo

di carne suina che

hanno tritato e poi

compresso e poi grigliato

e poi buon appetito

cuocetemi a puntino

mangiatemi ingozzatevi

(ce n’è un pezzo per tutti)

fino a scoppiare e poi

ridete rallegratevi

alla facciazza mia

che mica sta nel piatto

(ché non ha un buon sapore)

le mie cervella e il cuore

son nella spazzatura

 

ma non crediate d’essere

molto meglio di me

meschini ciarlatani

ingordi di emozioni

che non vi venga in mente

di ridere di me

guardatevi le spalle

e noterete come

qualcuno sta ridendo

ancora più di voi

e in men che non si dica

sarete un insaccato

oppure una braciola

(ce n’è per tutti i gusti)

 

buon appetito a tutti

amabili cannibali

io son vegetariano



stavo contando i passi
che abbiamo condiviso
(camminavamo per non stare fermi)

mi son dimenticato quanti fossero
ma percepisco ancora sotto ai piedi
il ritmo il movimento
tutta l’intraprendenza
dosi considerevoli
di affetto fibrillante e involontario
di vita malcelata
che non riuscivamo a quantificare

vorrei ritornare a inciamparmi con te

forme



voi siete in grado di dare forma alle vostre intenzioni
e di scavare senza sporcarvi le unghie
io no
a volte traccio linee sopra a un foglio
ma non si intersecano mai
non scivolo per sbaglio
ma per necessità
traballo malinconico
mi spengo con un soffio

voi conoscete i pesi e le misure
interpretate i sogni e i buoni auspici
io no
a volte cerco linee di confine
che non raggiungo mai
ho le tasche bucate
inseguo cause perse

voi date sempre senso alle parole
siete felici senza farlo apposta
io no
non trovo traiettorie lineari
mi mangio i polpastrelli delle dita
non appartengo non riesco a schierarmi
chiudo gli occhi
immagino le forme
ne valorizzo ogni anomalia

eppure siamo simili
immagini che passano e si spengono
insegne difettose di negozi
fredde titubanti luci al neon
e non verremo sostituiti
finché sarà leggibile
seppure parzialmente
ciò che cerchiamo di comunicare

voi non vi vergognate mai di niente