K.04

 



Scendono come pioggia

queste lacrime amare.

Retrogusto di calore e unione

nella mia bocca.

Perturbate  vie seguono

queste anime dannate,

sole…

si ricercano,s’aggrovigliano

anelando comprensione .

Ma pensieri muti

cambiano le vibrazioni roteanti dell’aria,

il corso incerto del loro destino.

Così,lacerate da questo silenzio

egocentrico e colpevole,

scompaiono sotto lo stesso tramonto

queste anime incomprese,

sciagurate!

 



Antiche voci richiamano alla memoria

immagini passate,infrante,sbiadite…

sbiadite come frasi su carta bagnata,

come i sentimenti di un cuore ferito.

Avanzo lentamente verso un orizzonte ignoto,

ancora da costruire…

e tremante di freddo,

rifletto sulle amarezze del passato.

Solo una piccola fiamma

fragile ma resistente,

si oppone a quella pioggia incessante,stancante.

La fiamma dei sogni,delle fantasie,della speranza

accompagna questi passi incerti

dentro un vuoto immenso.

Attendo e temo

l’infinito che mi chiama.

 



Rabbia grida  senza voce,

scorre tremante attraverso il mio corpo,

sfiora timidamente le mie dita.

L’incertezza avvolge le parole,

parole stanche,rassegnate,

parole che hanno perso colore,speranza e vita.

Quest’illusione si innalza potente,cocente

come l’occhio dorato del cielo

in un mattino spensierato d’agosto…

così acceca lo sguardo

di un volto che non vuole cambiare,

non vuole morire.

Ma la paura del fango

che continuamente s’avvinghia,

s’attorciglia…

lentamente uccide frantumi d’ anima,

crepe remote,fragilità nascoste.

Resta solitario il nucleo che ti divora,

guarda straziante e con lacrime pacifiche

l’infinito blu davanti a sè.

Brilla,trema la luce che si posa sull’acqua.

La culla,la dondola,

scivola via  come i granelli di sabbia

su mano aperta…

 

 

 

 



Un indefinibile vortice di sensazioni

avvolge il mio corpo nudo ed inerme.

Il buio straziante di un nulla incolmabile,

inconsolabile…

scorre attraverso queste membra stanche

cercando dentro e al di là un appiglio luminoso,

sicuro ed ignoto…

guida di una tormentata perdizione.

Pericolo ammaliante o gioia fittizia?

Ritorno sordo e rassicurante alla umida terra

che rinfresca e risveglia

la mia nudità perduta,

la mia nudità ritrovata