K.05

 



Voglio un giocattolo
Si chiama persona
Intendo un essere in carne e ossa
Protendo le mie braccia verso lei
Pretendo una caccia sul suo collo
In cui mi avvinghio alla sua pelle
E giusto con lo spazio per respirare
Sentirla mia, sentirla viva
Sentirmi dio, sentirmi vivo
È solo un viso, è solo pelle
Ma come belle, così droga
Pastiglie scatenanti foga
Rabbia, amore, e soggioga
Il mio estro al più basso degli istinti
Esso ‘possesso’ ha come nome
E la mia mano ch’è stringente
Sente il sangue, sente il ventre
In cui ogni cosa nasce e si rapprende,
Vibra, ogni parola,
Che lei soltanto
A dir provar vorrebbe
Io la stupro, io la stronco, io la blocco
E facendola mia
La soffoco.
Che mostro.
Che mostro che sei kevin?
E questo chi è costui?
Che prova a giudicare…
Tanta gente dentro me
Chiunque abbia mai sentito
Provo a rompermi
A trovarmi tra quei pezzi
Dissipati, scolorati, rotti
Di cocci di animo diretti
Verso un fine che non conosco e mai ho visto
Ma giuro, che in cuor mio, stanza o pozzo io non so ancor, tanta paura, tanto buio s’insinuò, insiediandosi cautamente con un far da bambin gentile…e guarda caso brutalmente, ho agito in maniera simile.



Truce
La luce
Che al mio occhio conduce
E la canna
Che accende
Il polmone
Distrutto.

Lo svarione
Si sa
Porta a un estremo la vita
E le cose, tutte quante,
Le rende meravigliose



Come si puó amare
Un involucro di carne,
Un busto di marmo,
Una prateria arida.

Le sue spalle,
I suoi capelli,
Opere d’arte,
Ho la sindrome di Stendhal.

Sto male, ma male
Non esce, ma descrivo
Cose belle, grazie a lei
Sono vivo? Non capisco.

Apatia



Amai (un sacco di persone)
Patii (‘sí tanto dolore)
Attesi (grande rivoluzione)
Temetti (terrore)
Indugiai (violenta lezione)
Assecondai (‘sí insensato amore)