K.08

 

Mi citerò



Circondato di cumuli

sfiniti da fatiche e respiri.

Nel pietroso silenzio, ribelli

cuori volanti interrompono

l’univoco tentativo del ricordo.

Immobili occhi vetrosi, offerte

dell’eterno compiersi, invidiano

la mia non consumata mortalità.

Li placo con fiori cortesi,

silenzioso celo la presenza.

Temporalità



T’interrogo mio tempo,

sei, subdolo, il passare

al grembo della Terra,

dal grembo d’una Madre?

Richieste (I)



Luna, custodisci

il mio Pensiero

così come custodisci

il Dono del Sole,

e riflettilo al mondo

così che qualcuno

mi possa capire.

Invidia



Invidio le felci

del tuo giardino,

che godono il tuo viso

nascosto dalle imposte,

quando ti levi tenue

dal sopore del sonno,

e tutto quanto

illumini d’equilibrio.

Periodo (I)



Seduto in disparte allo scroscio del mare,

afferro dei raggi e m’affogo nel Sole.

Non trema la notte e i suoi ciottoli fermi,

del cielo che arriva, hanno assunto il colore.

Versato, ho dagli occhi, delle ombre fumose

che tingono il cuore con lacrime amare.

Respiro nel vento, attendendo un’alba

che splenda, con nubi, insicure parole.

 

 

 

 

 

Insorgo



Non vuoi

essere amata,

allora amerò

la tua poesia.

Volare



So che volare ti spaventa,

ma il cielo è l’unico paese in cui sarò libero.

E’ tempo di baciare il mondo

e lasciarmi cadere su.

 

Mattino (I)



Nubi inerti cingono, grigie,

monti accasciati d’ozio.

Repentino il vento

crogiola deste foglie.

Nell’Animo mio s’erge pungente,

indelebile, la malinconia.

Invidio illune rondini,

tenaci frecce, sprezzanti nel cielo.

Onde



In giro io e le luci,

circondato da silenzi,

disturbati dal vigore

di sacrificate onde;

domani sarà Sole

e indagherò i rumori,

per cercare la preghiera

delle martiri notturne.

Intenzioni (II)



Se vorrai sarò notte.

Verrò da te quando

sarai stanca del Sole,

per portarti il buio

ch’è in tutto me stesso.

Intenzioni



Vorrei far tua la mia realtà

e raccontarti del mio mondo;

ma sei vicina, e ho il cuore

troppo pieno per parlarti.

Mendicante di passato



Cammino strade mendiche di verso,

laddove è insito, pregiato, il conforto.

Oh intima Furia d’amaro abbraccio,

ripudio l’invito tuo al convivio dell’angoscia,

ove nutriresti il mio affanno con cinico turbamento.

Consapevole d’inganno, cedo a sonni pregni d’assilli;

onore di burrasca, accolgo esanime d’annegare.

Super-Lune



Il tuo candore si macchiò d’imbarazzo.

Gelose nuvole, pesanti d’aria, ti tacquero.

Gli occhi toccasti, e io impazzii di vertigine.

La tua sagoma fu metamorfosi di garbo.

Superfluo cielo spento d’azzurro, misero seppellì.

La mente guadasti, e io credei di volare

Natura morta



Vorrei oppormi all’indifeso germogliare delle mie angosce,

che floride adornano l’erto abisso dell’ossessione.

Fiuto petali che sanno d’annientamento,

mi nutro di bacche succose d’utopia.

Il mio passo, indeciso, crepa secchi rami speranzosi,

le mie mani irrorano il viso di pietosa rugiada.

Un misero prato mi accoglie sommesso,

inerte, osservo la mia Natura Morta.

Silenziosa



La tua silenziosa indifferenza,

ha privato il mio udito

della quiete.

Materia mortale



Materia mortale, non desiste nella mia mente

il pensiero che tutto esaurisca.

Chiedo l’eterna prova, memore solo d’utopie

d’ossessi poeti, suppliche pietose.

Non vi è inesorabile precario che possa rivelare

ideali. La realtà è caduca, feroce,

e noi siamo effimere prede.

Cieca



Privai il crepuscolo d’ogni carnagione,

per regalarle l’anima della pittura.

Ma satura d’apatia, ripudiò lo sforzo

e accecò l’ammirazione.

Riflessioni (I)



Non sentii quelle parole,

forse troppo intraprendenti,

forse poco coraggiose.

Non ne capii il fragore,

che sfregiò il residuo orgoglio

che mi restava.

L’equivoco mi tormentò,

con malinteso piacere.

Mi rassegnai all’effetto della fine,

come ci si rassegna

all’eclissi della vita.

Spontaneità



Fiore di deserto,

la fortuna tua

alla genesi

t’abbandonò.

Fosti condannato

prima ancora dell’errare.

Peristi che non eri,

innocente peccatore.

Terra stella non est



Azzurra Centrifuga di memorie e realtà,

ondeggi divina nell’Eterno Teatro;

perpetua Bilia danzante,

devota ti purifichi d’Etere.

 

Consapevolezza (I)



Mi ritrovo

consapevole,

all’imbrunire

d’una dubbiosa

aurora.



Riempi

i miei giorni

svuotando

il mio animo.

Stella suicida



Empio di speranza,

elevo alle mani

d’una stella suicida

i miei sogni progressi;

 

illuso da labile

fuoco di luce,

dissolti li scruto

annegare nel male.

Farfalle



Farfalle d’inquietudine

aleggiano attorno a me

nell’angoscioso campo

della mia primavera.

Metamorfosi



Sopporta il tuo fiorire dolente,

e delizioso polline

sazierà l’impressione

della tua metamorfosi.

Io, te



T’ accompagnai

quando decidesti,

aspra,

d’andar via

 

e ascoltai

i tuoi momenti

di frivolo

silenzio.