L.09

 

UN PENSIERO EIACULANDO



masturbandomi in bagno, per venire, 

mi soffermai su vari orgasmi di

donne con le quali sono stato, poi

pensai al suo, e lo trovai borghese. 

forse non sincero, forse per lei si,

ma un suono meccanico, 

un ritmo forse troppo controllato

la verità è che sento la punta della penna

agire una forte pressione sull’agenda

fino a sentirla sulle dita che sostengono quest’ultima

questa pressione su più superfici, 

che arriva a sfiorare le mie dita

è sensuale come l’istinto

totalmente istintivo

mi masturbo con la scrittura, 

questo sono io, mentre vengo preso a schiaffi

che torno a guardami allo specchio 

e mi ritrovo

in questa notte

massima sincerità pt.2



 [...] alle conclusioni, arriveremo, ora

il nodo allo stomaco è sciolto.

la pellicola gira, 

i fotogrammi imprimono un porto, 

al buio, 

luci bianche, 

una ragazza bionda, 

capelli lunghi e folti, 

si intravede un colore nero alla base

tutto questo mondo

coperto da un cappello nero, 

tutto questo copro

coperto da un lungo cappotto scuro

che ti costringe a mettere fuoco l’obbiettivo

nel tentativo disperato di fermarla

insieme al tempo

sta camminando a si volta,

guarda in camera incuriosita

un po’ timida ma non spaventata

guarda la strada, la attraversa

non sa dove svoltare

la luna alle spalle

questa è una donna che tradisce!

questo è l’amore? 

categorie?

regole?

imposizioni?

l’amore c’è, insito e silenzioso

quasi un eco, un disturbo di sintonizzazione

AM, FM

BZZZBZZZZBZBZBZZTBZ…

FIIIIIIII…

e lei ti guarda e sei li 

con l’amore negli occhi

massima sincerità pt.1



al mio fianco il fuoco, massima sincerità alla scrittura!

che sia chiara e limpida

come è chiaro e limpido il fratello che mi ha portato 

in dono questa ennesima agenda

che sia questo l’anno della ri-(e)soluzione?

che sia il pericolo scampato? 

che sia l’amore perso?

che sia il sesso infranto? 

che sia la lentezza?

almeno oggi, ho creato il mio fuoco

a forma alcolica. 

mi gonfia le mani 

e mi infuoca l’anima.

spogliarsi da questa sensibilità,

ma non abbandonarla

in quanto essa potrebbe non tornare più

e sarei costretto alla morte

con disonore [...]

via toffetti



i bicchieri stridono nel loro contatto  

quel suono, cosi acuto e insopportabile

mi fa tremare

respiro affannato e divampa in me, 

dal quel suono acuto e lacerante verso l’alto,

il fuoco.

nell’estremo trabocca dal mio ventre

ne vomito il rumore

ne piango la felicità 

e nel silenzio di questo pensiero 

esplodo dall’interno

in frammenti di ricordi

un eccitamento corporeo e mentale, 

che mi costringe a spostare i bicchieri  stridenti 

per fermare l’onirico suono 

Roma



ho attraversato il ventre di un fiume

raccontandogli della mia voglia di nuotare

pescai preservativi e sapone

lasciai andare i pensieri

e presi per le braccia un amico impuro.

gli sorrisi

volgendo le spalle

a chi non sa parlare

da lontano le urla

di un ubriaco seduto ad una tavola

imbandita di vino e incomprensioni

una doccia di pioggia fresca

follia, urlata a squarciagola

pregando il dio del fuoco

dalle sei bocche incazzate

e dalla vista di un infinito buco di persone

voltandomi, una lunga gonna rossa

poggiata su gambe invisibili

per distrarmi bagno la mia barba

con alcool gratis ad ogni angolo

lasciando il mio corpo

in regalo alle strade in salita

cut-up #1



cambiando in Sartre

l’angoscia

con la consapevolezza

tutto questo

ci apparirà con un sorriso

La ballata delle urla



mi scaglio

contro le tue mani,

dolci mani candide

mi accarezzavano fino a ieri,

ora colano di sangue rappreso.

mi scaglio contro il tuo volere

non accettando,

né la musica

né le urla

né la ragione

né i pianti

la mia voce supera ogni palazzo

si innalza in grida prorompenti

mentre invano, controllo le mie mani

fumando e tremando

scagliandole a pugno, contro pietre antiche

lasciando solchi, nella mia anima

che brama riposo



in un deserto di cemento

freddo,

bagnato,

spargo i miei lamenti

passeggiando in lungo e in largo

nell’attesa di un ultimo saluto

accompagnato dall’umidità

che abbraccia la mia schiena

riportandomi dentro vite passate

Costante



vuoi essere salvata?

non sarò io a farti capire

quello che sai

affoga in oceani d’ipocrisia

e se ti rimane fiato

guardami con occhi sinceri

fatti prendere,

nuda,

vestita solo di sincerità

con le labbra che odorano d’erba

guance colanti

di acqua salata

una notte come una vita

in cui potrò tornare

La torre



è nel silenzio che la tua mente

griderà

solo false speranze

continuando a salire

scendendo sempre più a fondo

al cospetto di una torre apocalittica

circondata da fumi scuri

guardando verso l’alto

per non vederne mai la fine

ma solo le luci

La finestra dell’etere



Il senso del dovere è svanito in poche ore,

liberarsi

da un enorme peso sulla schiena

la testa grondante di blocchi psicologici

moralità dettate da chissà chi

per sopportare il pugno in faccia

che ho ricevuto.

mi ha aiutato una mora

una quasi mora

mi ha cullato con i suoi dolci sorrisi

un siero nero come la notte

mi ha portato da lei.

perderla, per poi lasciarsi trasportare

nell’ignoto

fottendo l’abitudine

subentrano nuovi odori

nuovi fuochi

nuove lingue enormi

ci ricoprono tutti

si innalzano bellissime gambe

come totem lungo i miei fianchi

delle piramidi da scalare

capelli da annusare

un orologio che ticchetta

dando il tempo

che sta sparendo

sono stato sballottato

dall’eden rosso fuoco delle lenzuola

a sedie rigide e pullman di periferia

per poi ritrovarmi nello stesso corpo

lasciato prima della sera

dopo la calda notte

le calde ore

le calde gambe

e il freddo caffè,

Hank che trema

e io con lo stomaco vuoto

davanti a questo specchio

Partenza



osservo il tuo corpo

dall’alto di questo gradino

sfuggirmi via

abbasso lo sguardo rattristato

un suono mi rimbomba nelle orecchie

ti osservo di nuovo

mentre apri il tuo petto

ti strappi un pezzo di cuore

e me le lanci da lontano

lo afferro e lo assaggio

il sangue mi cola caldo dalle labbra

scivola sul mento

lecco le ultime gocce

le porte del treno si chiudono

dinanzi al mio viso

assetato e sporco d’amore

La statua



durante la lettura di “Posta”

mi trovai al tuo fianco

vecchio sfacciato

seduto pancia all’aria

mentre ti tagli le mani

con un coltellaccio imbevuto di vodka

ti ha ritrovato una donna

sulla mia spalla

in questo nuovo primo giorno

siedo di fianco alla mia statua

che guardo e bramo

il desiderio è tra le braccia

nel cuore

con il suo corpo

di morbida pietra calda

sul cazzo d’erezione devota

sono,

solo per lei

e per noi

Watch the Amsterdam’s Sky



attenzione al gatto

egli cammina in tondo

sotto le vostre gambe

una striscia in mezzo al volto lo ha diviso

da quello che sperava

a quello che credeva

stridono nelle mie orecchie, i pensieri

non si lasciano attendere

li accolgo a braccia aperte.

tento di scavare oltre

arrivo dove non mi è concesso

in questo momento, guardo indietro,

ancora,

mi butto al centro

supero il punto di non ritorno

e vago in terre oscure,

dove ho gettato buio e silenzio

in questo posto

Eschimo ha relegato i suoi piaceri

e mi si bloccano le braccia.

Natale



Furono momenti di gioia eterna

brillanti discorsi

con sguardi vogliosi

le labbra infuocate

lasciai sfogare la sua ira

in infinita allegria

manipolatrice di mobili

distruttrice di parole

da un amore nuovo, grottesco

che attacca la mia sensibilità d’animo

e mi lascia gridare di piacere

in lamenti bassi

di sorrisi a mille denti risuonanti

Mr. Duane



L’ancora è alzata

si parte per altri luoghi

spariscono le grida

riprendiamo a camminare

dentro al caos umano

Per Hank



ogni volta che aspetto un pacco

ti immagino smistarlo

in qualche ufficio postale malmesso

un cappello di lana in testa

occhiali con lenti giallastre

una sigaretta di cenere in bocca

bestemmiando contro l’ennesimo stronzo

che ha ordinato l’ennesima stronzata

per essere spedita

nel buco del culo del mondo

in cui vivi

GIÀ SCRITTO, RIPORTATO



Paradisi contaminati

per associazioni riluttanti

ci avviciniamo camminando sui gomiti

scalfiti dal cemento che abbiamo colato

lasciati trasportare

evacua il sangue

eiacula una forma

guardala

studiala

voltati indietro e piangi

non troverai mai quello che stai cercando

esso non esiste

rigetta le speranze

credere

di poter vedere

Tributo



i cerchi di fumo sono spariti

insieme a questi dolci spiragli di luce

che galleggiano verso l’alto

vana

e vanagloria!

è la vita!

fino ad ora

dall’inizio di questa fine

dagli oscuri signori che costeggiano

i marciapiedi

dipinta di bianco sporco

il pensiero ha vinto!

scendiamo in strada

e urliamo!

spogliamoci dalla nostra predisposizione

verso la maschera!

guardiamo con occhi sinceri

con occhi vivi!

guardiamo quello che abbiamo davanti

e accettiamolo a gran voce!

tu, che stai dinanzi a me

rallegrati di questa posizione

mai avrò modo di vedere le cose

come le vedi tu

saremo sempre

uno gli occhi dell’altra

una gli occhi dell’altro