L.105

 



Sebbene la vita ancora non invada
le vene con fuochi ardenti
né con acidi veleni,
sento
come segnali maestosi ma ben celati,
tutto un fremito di passioni inesplose
che scavano di tratto in tratto
senza fermarsi o emergere,
sotto la scorza,
rodermi l’anima con morsi scherzosi.
Non posso ribellarmi al loro gioco
senza ostentare l’eccesso.



La perseveranza non mi si addice.
Tante le volte che ho iniziato un racconto
Senza finirlo
Tante le volte che ho guardato lontano
E poi abbassato lo sguardo.
Non so vivere che a metà;
Colgo il frutto quando sull’albero è maturo
Ma lascio seccare la pianta.



La luce si spegne con un click.
Veloce il buio impone il suo timbro
che batte furioso nel muto contorno
del mio spirito, svegliandomi.
E’ notte.
Il mondo è così lontano e calmo,
le cornici sfumano lente
lasciano i colori liberi di vagare
nel caos del quadro
che ho come anima.
Quante idee mi sfiorano, istigate
da tinte di ogni flemma,
di getto e ispirazione,
create ad arte e subito apprezzate.
Ma basta un raggio
e già nessun riquadro è adatto.