L.118

 

Al giovane Amore



Lunatiche tempeste d’essenze del pensiero

Manie cresciute e tagliate e represse

Su e giù, su e giù

Orbite, che violano la fisica

E vivo sbilanciato

Suona come un organo,

il Cuore Pazzo.

Metafisica I



Ti taglio le radici

Ma senza cattiveria

Ma non sono Buono

Né ‘gnavo

Quando mi chiudo, e mi racchiudo

Non vedo l’orizzonte

Profondamente infinito è.

La luce passa nelle radici

La sento arrivare,

Ma non la vedo.

 

ODIO



Sbocciarono orchidee

Sullo stagno nel giardino della reggia

Lei lo disse.

S’aprì il cielo, nero, d’uno squarcio

Dietro la ferita, blu e azzurro

Lei lo disse.

La luce passò dai rami

Magnolie di sangue verde le vene

Lei lo disse

Lei lo disse, e Lei lo disse

e l’Odio non riuscì a sfogarsi, interrotto.

 

Progressioni



Tutte, una sola direzione.

Trupicadie carprenzi



Sinìce, brambilla carnistèi illunda satròci

Tumelfo idotti trecìnei, palacasti udando

Tiburti ingadeva sirtirilli, catèdone zarcando

Aimèoli rapicava, eti satìcopi ucragni

Laidoàva, trupicadia.

Sentimentizzazione



E bruciarono, senza far rumore

Senza far odore

Senza far vedere

Né lasciar traccia alcuna

Ed affogarono, senza far rumore

Senza far odore

Senza far vedere

Né lasciar traccia alcuna

E scomparvero, quindi, senza far rumore

Senza far odore

Senza far vedere

Né lasciar traccia alcuna.

Mal di piedi e d’anima



E la Brigata scese per la via

Al che Il Giovane intuì espediente

Per reprimer fatica e dolor di battaglia

Barcollando con parole volgari

Racconti di rancore e magra miseria,

Di aspri rimorsi, di notti in galera

E seppur giovane l’esperienza sua

apparve, le sue parole eran ricche di spirito

I solchi nel volto, illuminati d’acqua acida

e di sofferenza ben presto

nostalgia, profumo di sua madre

e cipressi in primavera fiorita

Ma solo d’incanto.