L.120

 

Apprenderti.



Volevo impararti a memoria.

E di te imparare i movimenti precisi, gli sguardi fugaci, i gesti imperfetti.

E poi ogni respiro, ogni sussulto, ogni spasmo.

Così da poterti contemplare e persino leggere e decifrare.

Di te desideravo imparare ogni centimetro del corpo e ogni porzione dello spirito.

Così da poterti riconoscere anche ad occhi chiusi, in mezzo ad una stanza senza rumori.

Così quando il mondo si sarebbe spento,

quando tutti sarebbero diventati sconosciuti privi di nomi e di volti,

tu saresti rimasto la mia luce.

Io qualcosa di simile ad un faro, tu il suo leggendario guardiano, ricordi?

A memoria ti ho imparato, con una naturalezza spaventosamente innocente, disarmante. Pura.

E mentre ero dedita ad impararti e perdermi,

tu,

tu mi hai imbrigliato il cuore e la memoria.

Così oggi sei il mio solo sapere, il mio solo sentire.

Così.



Audace.

Disinibito ma discreto.

Spavaldo, orgoglioso e spregiudicato.

Tutto questo sa essere il mio dolore,

e con lui, insolente, l’amore.

Fiero.

Senza scadenza né riserva alcuna.

Sento, forse anche troppo,

e troppo soffro.

Abdicare non potrei,

le sembianze di un’anima bugiarda assumerei.

Risparmiarmi non posso.

Le emozioni non rinnego. E sento. E soffro.

Fuggire come una codarda non è opzione contemplata.

E così rimango, in mezzo al mare,

sola e annegata.

Di notte.



Fortuna che le lacrime non
lasciano solchi nè segni visibili.
Non mi riconosceresti,
una sconosciuta ai tuoi occhi sarei.
Sconosciuta dal viso
deforme, scavato, insanguinato.

Fortuna che le lacrime lasciano
le loro orme laddove non si possono scorgere.
Sul cuore, gelido e accartocciato.
Sul petto, scarno e ormai vuoto.

E le mani, chiuse mai.
Aspettano ancora le tue.



Rasa al suolo, annientata.

Dissanguata, mortificata.

Esiliata e vagabonda.

Più randagia che mai.

Questo il destino mio,

questa la perpetua condanna.

Incredula ma decisa, ho sfidato la vita e perciò sono stata punita.

Rimessa al posto e zittita.

Un angolo buio e tetro la mia casa, quasi come a ricordarmi

che mai potrò più concedermi di crederci.

Il dubbio è stato sciolto ed insieme risolto.

Non è prevista una seconda possibilità, poiché

certi miracoli nascono già irripetibili.