L.125

 

In me



Comincia con un indolenzimento,testa pesante, il collo diviene inesistente, il pensiero vola letteralmente, l’occhio sorvola le profondità, le intuisce ed assapora in un istante eppure pare vacuo, inespressivo, il pensiero diviene reale, sarei stato in grado di distruggere con la sola forza delle parole, ero io. Leggero divampa il tremore al cervelletto, il corpo diviene piatto, il cuore raro ed energico al limite della tachicardia, si scarica tutto sull’anima. Emana onde di inquietudine pura, tensione allo stato brado, li sono. Mi dileguo talmente alte sento le vibrazioni, li, sulla parte posteriore del cranio, la mano trema, più di sempre, fisicamente non riesco ad accettarle, le accolgo ma non le accetto, implorerei sedativi. Come un turbine nessuno capisce cosa stia succedendo, riescono a cogliere solo il disagio di vite che furono e saranno sempre, inequivocabilmente, saranno sempre e saranno spesse. In me.

Petali



Con un leggero frastuono posi il petalo del tuo fiore dentro me

Macigno che precipita nel vuoto dell’universo di cui tu sei genetrice

Per percepirne le vibrazioni, tanto silenziosa e  candida è la sua caduta, poso il viso sui tuoi seni

E di scatto li divorerei , lesionerei la tua pelle, risucchierei le tue labbra, corroderei le tue ossa, addenterei il tuo cuore, inspirerei la tua anima per entrare dentro te e divenire insieme senza corpo ma solo petali

che si posino

uno sull’altro

 

 

13 Luglio



È difficile trovare una dimensione

soprattutto se ne hai solo tre

a disposizione

Palpitazioni oniriche 1



Ti ho sognata, o meglio, in preda al delirio notturno ti ho adoperata per curare la sofferenza, calmare i tremori, ci conoscevamo da una vita pur non essendoci mai parlati prima.

Che siano rimandi di qualche vita passata? Preludi di vite future?

Allietavi così persino il pensiero del nulla che ci aspetta, liberazione dal cappio stretto che utilizziamo per sorvolare questa terra fatta di pungiglioni

Era molto tempo che non ti sognavo così genuinamente, prima eri una sorta di fissazione, crocifissa nei meandri di non so che sostanza, organo o anima vitale

La tua immagine era bellissima tanto da riportarmi al porto, così immensa da non poter contenere alcuna luce alcun faro ma essere essa stessa casa e cielo

Bara



Guardo al mio futuro con le mani incrociate sopra il petto

già pronto in caso mi dovessero trovare

magari spiandomi dal buco della serratura

o intravedendomi nel riflesso della pioggia

che discende dagli occhi

quando si è tristi

Attendo e continuo a sperare nella liberazione di questo corpo troppo denso per questo pensiero così rarefatto

Guardo avanti e attendo, mischio questi due movimenti fino a fonderli

in un ricordo

 

Serena



Detergimi col tuo volto

Inquinami con la tua anima

Rendi me assorto

Pulviscolo di Fatima

Ustioni



Ti avverto

bastone tra i raggi del sole

precipito inerme nel gelo

delle tue

ustioni da illusione

Mustafà



Ho arrotolato il mio io per te
in un tappeto, a fatica me lo porto dietro, zoppo ho il volto serio, scuro e tetro.
Il pomeriggio alle tre
suono i campanelli a volte per paura scappo
a volte cerco di venderlo alle signorine, malandrine.
Nel paese le mamme mi raccontano ai bambini, dicono che se fanno i cattivi arrivo e li faccio scomparire arrotolandoli nel tappeto.
Come me è successo a me
un pomeriggio alle tre.
Annuiscono ingenui ed hanno paura.
Io invece piango a sentirle
In fondo
hanno ragione

Prima elementare



Ti ho messa ad essiccare

al sicuro dentro il mio libro

non ricordo più quale

non ricordo più quando

e ne sento il rimpianto

Starnuto



Dicono che quando si starnutisce

qualcuno stia parlando di noi

Credo che, ora, dovrebbe uscirti

sangue dalle orecchie

per quanto ti penso

Ombra



Lungi da me

adombrar la mia ombra

lume di ciò

che tutto circonda

Sassaiole



Corro in un cerchio in questi giorni del mio vivere a rilento, scalzo

Le scarpe in mano, cestelli degli innumerevoli sassolini raccolti percorrendo gli anni luce

Ogni tanto ne getto uno così da dimostrare il mio passaggio

così da riempire il paesaggio

Affannato a volte riprendo fiato e li rivedo quei sassi lanciati,

alcuni, affondando, crearono cerchi nell’acqua

altri, rotolando, sentieri nell’erba

e i più pesanti, i macigni

sfondarono il parabrezza della mia anima

Per mano



Rivederti ancora e ancora, non di giorno camminando nei boschi, non di notte al chiaror dei lampioni

ma da dentro dove ti prendo per mano, la nel sogni dove piano

ci amiamo

Pluto



E quando ho letto il tuo statuto

mi ci sono riconosciuto in pieno

ho ululato come Pluto

l’ho studiato come no scemo

Ora che imparato l’ho e di brutto

con il sangue evidenzio

le pagine che non ho distrutto

Con la menta



Ci son talmente tante parole in superficie

che l’acqua mi arriva al mento

ed è difficile fare un discorso al lamento

ma con la menta di solito è succulento

Se non stai bene per un momento

e se lo sento

ti dirò son contento

e più loquace vedendo la tua sottoveste

spoglia al vento

Del mio essere colgo il fomento

e mi dilanio per poter non far cento

perchè tu sei l’assolo, lo sgomento

perchè tu da cambiar sei

il mio faro

spento

 

 

Elefante



Ho una memoria da elefante

oltre al giorno in cui sono morto

ricordo solo ciò che tra noi

è equidistante

Resta



Pseudofraudolento il rumore che sento
una voce nella testa mi chiede “Resta…”
Ascoltarla vorrei quasi quanto i miei nei
Invece resto portento nell’oblio del tormento

Periferia



È quel messaggio trovato in una bottiglia, rotta, la sera, in periferia, che ti ferirà.
Tante onde avea sfregiato, ma del tuo volto si era innamorato.
E così ti trovó, rotto, infranto, una sera di periferia.
Ti donó quel segreto, dal sapore di orizzonte allo iodio, bruciato dal pallore delle lune.
E tu, saggia, non facesti altro, che disinfettarti e tapparlo con un garza inzuppata di benzina.
Ora quel messaggio, quella bottiglia, rotta, la sera, in periferia,
si è ricomposta,
ed è divenuta una molotov

Compagni elettorali



Campi sterminati dalle vostre inutili parole

Alberi bruciati dalle vostre inutili idee

Oceani e cieli infestati dai vostri volti corrotti

rappresentanti neanche di voi stessi

marionette solo di voi stessi

Tornerà a decimarvi la natura

immensa e anarchica

Tornerà a concimarvi la natura

caos primordiale delle vostre origini

e nulla resterà di voi

lo stesso nulla che è appeso a questo foglio

di carta

 

 

Ariádnē



Hai ingarbugliato il filo logico dei miei pensieri

Il che mi salva, la notte, nei sogni dal mostro

ma di giorno mi incanta di armonie soavi

e mi perdo negli angoli bui

vagante come spirito

concreto

 

Tangenziale Sud



In questo ufficio dimenticato da dio

quando ti penso

e capita spesso

l’incessante scorrere delle auto sulla Tangenziale Sud

è andirivieni

di onde sul bagnasciuga

Ti sussurravano i muri



Ti sussurravano i muri

e i portici di luce fioca mentre passavi

in bici, a piedi è pericoloso…

Attenta indagavi, prima a destra e poi a sinistra, ai bivi

Li mi rivedrai, ombra di dettagli ornamentata

pronto a farti arrendere

sul cemento quieto della strada

Pronto a prenderti da dietro

sussurrandoti tra i muri

“ Sono io”

col fiato di plastica

vicino alla svastica

Valeria



Non mi libera da te

neanche la legge Basaglia

 

L.125

Rosa



Ti vedevo sbocciar

nell’odor fetido del tuo appassir

Pollice verde



Sulle rughe del tuo viso

brucavo le foglie e ti potavo

Anima malata

Ero il tuo insetticida

Planavo su di te e mi sganciavo

senza paracadute

ma col terrore di infestarti

di anticorpi ributtanti

8



Come si può andare oltre qualcosa

se quel qualcosa è annodato al tuo braccio

tra la pelle filtra e scorre nelle vene come ossigeno

arriva dritto al cuore e permette di farlo pulsare

E come si fa a passare oltre

se quel cuore che pulsa grazie a quel nodo

è sul dito di una persona sotto forma di anello

nero

annienta e accoglie i raggi del sole e al contatto con la vista

protegge e viene protetto

Come si può andare oltre e sciogliere?

Era stato creato in maniera tale che fosse praticamente impossibile da slegare

quel nodo

Come auricolari dimenticati e ritrovati in zaini delle medie, lacci emostatici in overdose, fiocchi di regali rimasti intatti nei cassetti, nodi alla gola al cimitero, come cappi al collo di si arrende

all’amore e penzola dolce, nell’inerzia

tra lampadari di stelle a 30 cm da terra

 

 

Crepa



Se solo potessi anche solo immaginare

quello che realmente sei stata per me

ti piangerebbero i brividi

talmente scopriresti come non sei

Occhiaie



Giungerei di nuovo e ancora

con passo breve ma pesante

per farmi sentire

dentro le tue occhiaie

ad ogni battito di ciglia chiuderei in loop gli scuri di vernice della camera

le tratteggerei con il blu

le raccoglierei dentro mani a cucchiaio

e le cullerei

affinché ti rendano bellezza immortale

agli occhi miei