L.153

 

Tempor(e)ale



Cammino per strada,

l’aria è densa ed ha un sapore metallico

il cielo è nero ma sembra oro rosa,

sta arrivando un temporale.

Davanti a me un bivio,

la paura di essere travolta mi spinge a cercare un riparo,

ma non esiste protezione per chi, come me,

ama il cielo che sta per urlare.

Svolto sicura senza voltarmi,

ad ogni passo contro vento

incontro lo sguardo di nuvole che danzano,

qualcuna si ferma per un attimo

e riesco ad abbracciarla per un fugace passo a due,

qualche altra mi attraversa senza scalfirmi,

non tiene il ritmo.

Improvvisamente una pioggia violenta,

rinasco in questo battesimo terreno,

in cui finalmente arriva la nuvola che stavo aspettando.

Così dannatamente bella,

lei rinchiude in sé l’acqua più profonda di tutti gli oceani,

riesce a lavare via i segni del passato

e mi sveste con estrema purezza.

Comprendo inerme il senso di questo mio viaggio

che si conclude iniziando così,

con me nuda in questo temporale,

dove divento impermeabile al tempo

che paterno si ferma un istante

per mostrarmi il reale.

 

Lasciarsi andare



Ad un tratto mi sono fermata a pensare

che anche lo scoglio più grande,

se abbracciato dal mare,

con i suoi tempi diventa sabbia

e si lascia trasportare.

Fiori rari



E così, improvvisamente

ho realizzato

che nelle terre bruciate

che il mio caos aveva lasciato dietro di sé

alimentato da soffi di tenebra,

ogni volta che pensavo a te

nasceva un fiore.

 

Nebbia



E quando ti ho detto

che avevo la mente annebbiata

e avevo paura di fare passi avanti,

tu mi hai risposto

che mi avresti portata sul monte più alto del mondo,

così la nebbia sarebbe stata solo un mare bianco

da osservare con incanto,

nel respiro nitido di un cielo senza nuvole.

Venti, due.



Arrivi tu,

d’improvviso.

Sconvolgi con dolce fastidio

i miei stati d’animo altalenanti e caotici.

Sei come il Libeccio,

ti muovi su di me caldo e umido.

So che porti pioggia,

ma questo mi rende ancora più viva.

In me raffiche di sensi si alimentano,

bocche a poli opposti,

brividi a contrasto e occhi pugili.

Arriva la tempesta,

lo scoglio di ghiaccio che mi circonda

lentamente si unisce alle onde,

che tu di meraviglia increspi.

E mentre, nelle mie prigioni,

sciolgo il groviglio di parole

inghiottite e mai vomitate,

impavida mi lascio evadere

e ti scelgo.

Ossimori



Il mio gelo ti riscalderà

nelle notti assolate,

illuminate dal buio dei tuoi rimorsi.

E brucerà le tue strane normalità,

che si nascondono al sole

per non mostrare le tue dolci amarezze,

le tue lacrime aride,

che risalgono sul viso con sussurri assordanti.

E mentre ti riscaldo è il mio sangue che gela,

le mie certezze tremano come foglie

e volano nei venti statici dei miei pensieri,

che son fatti di neri arcobaleni

e di occhi blu che parlano del mare.

Girasole



Quella mattina di Luglio

il sole era alto e bruciava,

ma il girasole non si è aperto.

Nudo nel bosco,

disorientato

abusato

picchiato

derubato della sua linfa.

Il suo stelo era viola,

lividi sulla pelle.

La sua corolla sapeva di ruggine,

sangue in bocca.

Tutto sembrava irreale,

tranne la vergogna

il senso di solitudine

la rabbia.

Ingenuo di un girasole!

Volevi  provare il brivido di aprirti di notte,

ma le stelle non ti hanno aiutato.

Non potevi sapere

che la tua voglia di vedere la luna

ti avrebbe privato della luce del sole

e della tua.

Pensieri Binari



Persa nei binari di un treno,

nel riflesso di un  finestrino sporco

vedo occhi neri diventare luce.

Sbaglio nel pensarti e sorridere,

Sorrido nel pensare di sbagliare a farlo.

Sono ferma in questa stazione,

persa nella risata dei miei pensieri

continuo a guardare smarrita i binari

e aspetto di arrivare a destinazione.

Forse sei tu,

o forse no.